Formula 1
F1 | Caso motori: dal 1° giugno 2026 nuovi controlli sul rapporto di compressione
La FIA impone nuovi controlli sul rapporto di compressione dal 1° giugno 2026. Novità anche sul GP di Monaco e sul format delle Qualifiche.
A meno di una settimana dall’inizio del Mondiale F1 2026, arriva una svolta sul caso motori che ha animato l’intera pre-season. Come anticipato nei giorni scorsi, la FIA è intervenuta sul regolamento tecnico e ha imposto un nuovo metodo di verifica del rapporto di compressione in due fasi. Non solo: ci sono novità anche sul GP di Monaco e sul format delle qualifiche.
F1, dal 1° giugno nuove verifiche sul rapporto di compressione dei motori
Il rapporto di compressione è un parametro chiave delle nuove power unit ibride 2026. Il regolamento fissava il limite massimo a 16:1, valore misurato in condizioni “a freddo”, scelta pensata per garantire efficienza termica elevata e, al tempo stesso, rendere il quadro tecnico attrattivo per nuovi costruttori.
Secondo indiscrezioni del paddock, Mercedes avrebbe trovato un modo per far lavorare la power unit a valori superiori, pur riuscendo a rientrare nei limiti durante i controlli a temperatura ambiente. Il parametro di cui si parlava inizialmente (18:1) non sarebbe in realtà mai stato raggiunto, ma anche valori di poco sopra al limite consentito possono regalare cavalli preziosi. I team hanno quindi denunciato la necessità di un metodo di verifica a doppia fase.

Kimi Antonelli, Mercedes W17 (© F1)
«La FIA ha lavorato per trovare una soluzione di compromesso che stabilisca che il rapporto di compressione sarà controllato sia in condizioni calde che fredde dal 1° giugno 2026 e successivamente solo nelle condizioni operative (130 °C) dal 2027 in poi», recita il comunicato della Federazione. Tutti i costruttori si sono espressi a favore.
È stato necessario adottare una soluzione intermedia e non immediata, in modo da tutelare chi, eventualmente, dovrà rivedere l’architettura della propria power unit. Presentarsi in Australia senza i quattro team motorizzati Mercedes sarebbe stato un enorme fiasco per il campionato.
Il comunicato della Federazione parla anche di un altro tema caldo: la gestione dell’energia. Diversi piloti hanno espresso preoccupazione sull’eccessiva dipendenza delle nuove power unit dalla parte elettrica, che fornisce quasi 500 CV. Da questo conseguiranno drastiche strategie di recupero dell’energia, che saranno sicuramente uno degli aspetti che farà la differenza in pista. Per il momento la FIA non ha preso decisioni in merito, ma la questione è sotto osservazione: verranno studiati i dati della pre-season e delle prime gare.
No alle due soste a Monaco, allungata la Q3
Non solo motori: il Consiglio Mondiale del Motorsport ha annunciato anche altre novità per la stagione 2026 di F1. Dopo il fiasco dell’anno scorso, è stato abolito l’obbligo dei due pit stop nel GP di Monaco.
Introdotta per aumentare le possibilità strategiche e quindi lo spettacolo, la regola ha avuto l’effetto contrario. I team che avevano due vetture vicine in pista, nello specifico Racing Bulls e Williams, l’hanno sfruttata a proprio favore per rallentare le auto alle loro spalle e creare una finestra di sosta “gratis” per il pilota davanti. Questa strategia, totalmente legale, ha costretto i piloti a girare su tempi altissimi e ha creato disagio a tutti. Perfino Carlos Sainz, che ne ha tratto vantaggio, l’ha criticata. Dopo una sola edizione del Gran Premio si è quindi deciso di tornare al formato standard di gara.
Infine, un’ulteriore modifica riguarda il format delle qualifiche. Con l’ingresso dell’undicesimo team, Cadillac, il numero di monoposto in griglia è salito a 22. Per garantire un margine operativo adeguato nella fase decisiva, la Q3 è stata allungata di un minuto. Un intervento apparentemente marginale, ma necessario per gestire al meglio il traffico in pista e assicurare equità nelle condizioni di lancio dei giri veloci.

Valtteri Bottas, Cadillac MAC-26 (© F1)
La stessa aggiunta di tempo è stata fatta per quanto riguarda Q1 e Q2, che da quest’anno vedranno l’eliminazione di sei piloti. In questo caso, la disposizione era già prevista dal regolamento ed è scattata in automatico, senza il bisogno di un intervento normativo.