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Roland Ratzenberger, il “milite ignoto” della F1 che vinse a Le Mans

Nel 32esimo anniversario del tragico incidente del Gran Premio di San Marino, ripercorriamo la biografia di Roland Ratzenberger. Le tappe della carriera dell’austriaco, dalle gare in Giappone a Le Mans, fino all’arrivo in Formula 1.

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Roland Ratzenberger sulla sua Simtek nel 1994 (© formula1.com)
Roland Ratzenberger sulla sua Simtek nel 1994 (© formula1.com)

Oggi, 30 aprile, ricorre il trentaduesimo anniversario della scomparsa di Roland Ratzenberger. Il “milite ignoto” della Formula 1, l'”altro pilota”, che morì il giorno prima del grande campione, Ayrton Senna.

Il pilota austriaco perse la vita durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino 1994. Ripercorriamo la Roland Ratzenberger biografia, concentrandoci sulle tappe fondamentali della sua carriera sportiva.

Gli inizi e l’esperienza in Giappone

Nato a Salisburgo il 4 luglio 1960, Ratzenberger iniziò la sua carriera agonistica in ritardo rispetto agli standard dell’epoca. Per questo motivo, nei documenti sportivi dichiarava spesso di essere nato nel 1962, per risultare più attraente agli occhi dei potenziali sponsor.

Senza grandi capitali alle spalle, costruì il suo percorso da professionista attraverso i campionati europei. Vinse il prestigioso Formula Ford Festival a Brands Hatch nel 1986, per poi passare alla Formula 3 Britannica e al campionato Turismo.

La vera svolta della sua carriera arrivò in Giappone. Nei primi anni ’90, Ratzenberger si trasferì in Asia per competere nella Formula 3000 nipponica, ottenendo buoni risultati e un solido riscontro sportivo locale.

Parallelamente all’attività con le ruote scoperte, consolidò la sua esperienza nelle gare di durata. Partecipò a cinque edizioni della 24 Ore di Le Mans, ottenendo come miglior risultato un quinto posto assoluto, e la vittoria di classe, nell’edizione del 1993, insieme a Mauro Martini e Naoki Nagasaka. Nel 1992 arrivò invece secondo di classe, in squadra con il futuro pilota Ferrari Eddie Irvine.

La Toyota di Ratzenberger durante la 24 Ore di Le Mans 1993 (© formula1.com)

La Toyota di Ratzenberger durante la 24 Ore di Le Mans 1993 (© formula1.com)

L’approdo in Formula 1 con la debuttante Simtek

I risultati ottenuti nel panorama asiatico e i capitali di una manager sportiva monegasca gli permisero di raggiungere l’obiettivo della massima serie. All’inizio del 1994, all’età di 33 anni, firmò un accordo per le prime cinque gare del campionato con la scuderia Simtek.

La vettura, la S941 motorizzata Ford, era all’esordio assoluto ed era caratterizzata da una scarsa competitività aerodinamica. Nel primo appuntamento in Brasile, Ratzenberger mancò la qualificazione per la gara domenicale.

Il riscatto avvenne nel secondo round stagionale, il Gran Premio del Pacifico disputato ad Aida. Sfruttando la sua profonda conoscenza dei tracciati giapponesi, l’austriaco si qualificò e portò a termine la corsa in undicesima posizione.

Il drammatico incidente di Imola ’94

Il terzo appuntamento stagionale era fissato all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Sabato 30 aprile 1994, durante la sessione di qualifica, l’austriaco danneggiò l’ala anteriore passando su un cordolo dopo un testacoda alla Tosa.

Ratzenberger decise di non rientrare ai box. Dopo aver verificato l’auto zigzagando sul rettilineo, si lanciò in un ulteriore giro cronometrato per garantirsi lo slot in griglia.

Nel tratto che precede la Curva Villeneuve, affrontato a oltre 314 km/h, l’ala anteriore cedette di schianto, incastrandosi sotto il fondo. La vettura perse completamente deportanza e aderenza, schiantandosi frontalmente contro il muretto di contenimento esterno.

L’impatto fu fatale: le cause del decesso vennero identificate in una frattura della base cranica. Il giorno seguente, nell’abitacolo di Ayrton Senna (vittima a sua volta di un incidente mortale al Tamburello) venne ritrovata una bandiera austriaca.

Il presidente della FIA, Max Mosley, decise di partecipare alle esequie di Ratzenberger a Salisburgo. Una scelta presa deliberatamente per assicurare una rappresentanza istituzionale, in un momento in cui la maggior parte del mondo sportivo si trovava in Brasile per il funerale di Senna.

I genitori di Ratzenberger alla commemorazione del 2024 (© Autodromo Imola)

I genitori di Ratzenberger alla commemorazione del 2024 (© Autodromo Imola)

Il documentario su Roland

La storia di Roland Ratzenberger non è solo quel tragico 30 aprile 1994. Ratzenberger non era solo un pilota “pagante”, arrivato in F1 grazie alla valigia. Era un pilota anche versatile e capace, esperto, sebbene debuttante in F1, che si è distinto sia nelle formule minori, vincendo il complicatissimo Ford Festival, sia nelle ruote coperte, trionfando a Le Mans.

Per raccontare integralmente la sua storia, l’insegnante e regista tedesco Peter Levay, da anni vicino alla famiglia Ratzenberger, ha confezionato un documentario sulla storia del pilota austriaco. Grazie alle interviste ai suoi genitori e ai colleghi che hanno condiviso la loro carriera con Roland, ne esce uno spaccato esaustivo su tutta la carriera del pilota di Salisburgo.

Il primo episodio del docufilm su Roland Ratzenberger (© YouTube – Levay Film Production)

Il secondo episodio del docufilm su Roland Ratzenberger (© YouTube – Levay Film Production)

Il terzo episodio del docufilm su Roland Ratzenberger (© YouTube – Levay Film Production)

Il quarto episodio del docufilm su Roland Ratzenberger (© YouTube – Levay Film Production)

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