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F2 | Montréal da pazzi: prime vittorie per León e Stenshorne, Minì allunga nel Mondiale

Prime gioie in Formula 2 per León e Stenshorne nel weekend canadese, mentre Minì si è confermato leader del campionato grazie a due solidi podi.

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F2 Montreal 2026, la partenza della Feature Race (© fiaformula2.com)

Il fine settimana della FIA F2 2026 sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal ha regalato due gare ad altissimo tasso di drammaticità. Tra incidenti spettacolari, l’intervento costante della Safety Car e decisioni decisive dei commissari sportivi, il terzo round della stagione ha emesso verdetti pesantissimi per la classifica, incoronando due nuovi vincitori e premiando la costanza di Gabriele Minì.

F2 2026, il recap del weekend di Montreal

Sprint Race: Il capolavoro di León

La gara del sabato si è aperta nel segno della tensione. Allo spegnimento dei semafori, il poleman Gabriele Minì (MP Motorsport) ha firmato uno spunto perfetto mantenendo il comando, mentre Noel León (Campos Racing) si è infilato in seconda posizione alla prima curva. Chi ha sorpreso tutti è stato Joshua Dürksen (Invicta Racing), capace di risalire dalla quinta alla terza piazza, ma l’aggressività del paraguaiano è costata cara: alla curva 2 c’è stato un leggero contatto proprio con León.

Nonostante la collisione, Dürksen è riuscito a prendersi la posizione alla curva 3, subendo però una penalità di 5 secondi. La reazione di León non si è fatta attendere: al 3° giro, sfruttando il DRS, il messicano ha attaccato Dürksen all’ultima chicane; il rivale ha tagliato la variante e León si è ripreso la seconda piazza. Il duello è stato rusticano: al giro successivo Dürksen ha risposto con un altro sorpasso di DRS nell’ultimo settore, ma questa lotta furiosa ha permesso a Minì di scappare via accumulando secondi preziosi.

Mentre a centro gruppo Nikola Tsolov si è messo in mostra con un sorpasso millimetrico su Nico Varrone in curva 10, León ha preparato con cura la contromossa su Dürksen. Al 7° giro, il pilota della Campos Racing ha disegnato un perfetto incrocio di linee all’uscita dell’ultima curva, superando il rivale sul traguardo e rimettendosi a caccia del leader.

Il primo ribaltone e la zampata vincente

Poco dopo si è consumato il primo grande colpo di scena: Tsolov ha tentato un attacco ritardato al tornantino di curva 10 su Martinius Stenshorne. Il contatto è stato inevitabile e ha innescato un effetto carambola che ha spedito la vettura di John Bennett in testacoda a centro pista. Per Bennett la corsa è finita lì e la direzione gara è stata costretta a chiamare in causa la Safety Car. Tsolov è stato successivamente punito con 10 secondi di penalità.

La bandiera verde è tornata al termine del 14° giro. Minì ha provato a rallentare il gruppo per sorprendere gli inseguitori alla ripartenza, ma León è rimasto incollato agli scarichi dell’italiano e lo ha costretto a una strenua difesa alla prima curva. Dietro, Dürksen ha subito l’attacco di Rafael Villagómez; ha provato a rispondere tagliando nuovamente l’ultima chicane, ma è stato costretto a cedere la posizione. Poco dopo, anche Stenshorne e Tsolov hanno superato un Dürksen ormai in crisi.

Il punto critico del tracciato si è confermato la curva 10: al 18° giro, Alexander Dunne ha speronato Dürksen mandandolo in testacoda e ponendo fine alla sua corsa. Ma mentre i commissari deliberavano l’ingresso della seconda Safety Car e infliggevano 10 secondi a Dunne, si è consumato il sorpasso decisivo per la vittoria: nello stesso istante, Noel León ha sferrato l’attacco decisivo su Minì nelle ultime curve, sfilandogli la leadership.

Al restart del 22° giro, León è scappato via con un ritmo insostenibile. Negli ultimi giri Villagómez ha impattato contro il muro in curva 4 sancendo l’esposizione della Virtual Safety Car. Alla bandiera a scacchi, Noel León ha festeggiato la sua prima vittoria in F2. Sul traguardo Dunne ha beffato Minì prendendosi il secondo posto virtuale, ma la penalità di 10 secondi lo ha retrocesso in tredicesima posizione. Il secondo posto è andato così al siciliano, seguito sul podio da Martinius Stenshorne. Nel post-gara Mari Boya ha ricevuto a sua volta 10 secondi di sanzione.

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Nael Leon, Campos Racing (© fiaformula2.com)

F2 Montreal, Feature Race: svetta Stenshorne nel festival delle penalità

La Feature Race della domenica si è trasformata in una spietata maratona a eliminazione sulla distanza di 37 giri. Al via, il poleman Laurens van Hoepen (Trident) ha subito l’attacco ravvicinato di Tsolov, capace di girare all’esterno di curva 1 e prendersi la testa. Van Hoepen ha reagito subito e, sfruttando la scia verso la curva 3, si è ripreso con forza il comando della corsa.

Il ritmo è stato subito forsennato. Al 4° giro Rafael Camara ha rotto gli indugi infilandosi all’interno di Minì alla prima curva per la settima posizione. Davanti, Tsolov ha messo una pressione asfissiante al leader van Hoepen lungo il rettilineo posteriore. L’olandese della Trident si è difeso all’ultima chicane ma, in piena accelerazione all’uscita della variante, ha perso il controllo della sua monoposto a causa di un violento sovrasterzo. La vettura ha impattato contro il leggendario “Muro dei Campioni”. La sua gara è terminata lì, innescando la prima Safety Car.

La corsa è ripartita al 7° giro, ma l’azione è durata pochissimi metri: Emerson Fittipaldi Jr. ha deciso di smarcare subito la sosta obbligatoria ma, complici le gomme fredde, ha perso il controllo della vettura subito dopo l’uscita della pit lane, finendo nella via di fuga. È stata una nuova Safety Car, che questa volta ha spinto l’intera griglia ai box per il valzer dei pit-stop obbligatori.

In corsia box ha regnato il caos: Tsolov è riuscito a uscire davanti a Stenshorne e Villagómez, ma quest’ultimo ha toccato la vettura di John Bennett che stava uscendo dalla piazzola Trident, provocandogli danni terminali. Roman Bilinski, Colton Herta, Kush Maini e Mari Boya hanno scelto invece di ritardare la sosta, ereditando momentaneamente le prime quattro posizioni della corsa.

La rimonta furiosa di Stenshorne

Al restart del 13° giro, Bilinski è scappato bene su Herta. Dietro, Tsolov ha tentato un attacco immediato su Boya alla prima curva, ma lo spagnolo lo ha accompagnato largo: ad approfittarne è stato uno scaltro Martinius Stenshorne, che si è infilato all’interno di entrambi salendo al quarto posto virtuale. Il norvegese della Rodin Motorsport si è dimostrato scatenato: al giro successivo ha infilato Maini con una staccata profonda al tornantino di Turn 10, mentre Tsolov si è girato all’ultima chicane dopo un contatto con lo stesso Maini.

La scalata al vertice di Stenshorne si è completata tra il 16° e il 19° giro. Prima si è sbarazzato di Herta con un sorpasso all’ultima chicane, poi ha approfittato di un bloccaggio del leader Bilinski al tornante di curva 10 per balzare in testa alla Feature Race. Subito dopo, anche Herta e il duo della DAMS formato da Beganovic e Camara hanno scavalcato Bilinski, prima che un contatto tra Camara e lo stesso polacco mandasse il brasiliano in testacoda.

Nelle retrovie, Dunne e Minì si sono dati battaglia per il podio a colpi di DRS e controsorpassi alla variante finale. Al 27° giro, lo svedese Dino Beganovic, che si trovava in seconda posizione, è stato costretto al ritiro per un problema tecnico, parcheggiando la sua DAMS a bordo pista e congelando nuovamente la corsa dietro la Safety Car.

Doppietta Rodin, Minì allunga

L’ultimo restart è avvenuto a pochissimi minuti dallo scadere del tempo massimo. Con le posizioni di testa blindate dal duo Rodin formato da Stenshorne e Dunne davanti a Minì, l’ultimo brivido lo hanno regalato Oliver Goethe e Ritomo Miyata: i due sono entrati in collisione alla curva 11 e la Hitech del giapponese ha impattato contro le barriere, obbligando la direzione gara a concludere la corsa in regime di Safety Car.

Martinius Stenshorne ha vinto la sua prima Feature Race in carriera, regalando una splendida doppietta alla Rodin Motorsport davanti al compagno Alexander Dunne. Terzo gradino del podio per Gabriele Minì. Nel dopogara, la classifica è stata riscritta dai commissari: Nikola Tsolov, che aveva rimontato fino al quarto posto, ha ricevuto 10 secondi di penalità per aver tagliato la pista traendo vantaggio nel duello con Goethe. Il pilota bulgaro è scivolato in dodicesima posizione. Il quarto posto definitivo è stato così ereditato da Sebastián Montoya su Prema, seguito da Cian Shields e da Nico Varrone.

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Martinius Stenshorne, Rodin Motorsport (© fiaformula2.com)

Gabriele Minì ha consolidato la sua leadership in vetta alla classifica. Il pilota di MP Motorsport ha raggiunto quota 57 punti, incrementando a 19 lunghezze in suo vantaggio sul pilota di Invicta Racing Rafael Camara. Il brasiliano della Ferrari Driver Academy ha raccolto poco nel weekend canadese, che per lui si è concluso con il ritiro nella Feature Race. La F2 tornerà in azione a Monte Carlo tra il 4 e il 7 di giugno.

I Risultati Ufficiali del Weekend – F2 Montreal 2026

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F2 Montreal 2026, i risultati della Sprint Race (© FIA.com)

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F2 Montreal 2026, i risultati della Feature Race (© FIA.com)

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