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F2 | Round Barcellona: Prima vittoria per Camara, Minì ancora leader del campionato
Tra il dominio di Maini nella Sprint, il capolavoro strategico di Camara e il caos penalità, il Montmelò infiamma la lotta al titolo: Minì ancora in testa al campionato grazie a un doppio podio e alla penalità di Tsolov.
Il circuito del Montmelò si conferma teatro di pura adrenalina, strategie al cardiopalma e verdetti scritti solo al fotofinish. Il weekend di Barcellona della F2 2026 ha regalato agli appassionati due gare speculari ma altrettanto intense: dal capolavoro solitario di Kush Maini nella Sprint Race del sabato, emerso indenne da un vero e proprio festival del contatto, fino al thriller strategico della Feature Race domenicale, nobilitata dalla rimonta capolavoro di Rafael Camara.
Grazie a due podi e alla penalità inflitta al rivale Nikola Tsolov, l’italiano Gabriele Minì è ancora al comando della classifica generale per 6 punti.
F2 Barcellona 2026, la cronaca della Sprint Race
La Sprint Race del sabato sul circuito del Montmelò ha regalato uno spettacolo intenso, caratterizzato da una gestione impeccabile del leader e da duelli corpo a corpo furibondi alle sue spalle, risolti solo all’ultimo chilometro e nelle stanze dei commissari sportivi.
La partenza e il caos iniziale
Allo spegnimento dei semafori, Kush Maini (ART Grand Prix) mette a segno lo scatto perfetto dalla seconda piazzola della griglia, beffando immediatamente nei primi metri il polesitter Noel León (Campos Racing) e prendendo il comando delle operazioni prima della frenata di Curva 1. Dietro di loro si accende subito la mischia: Nikola Tsolov, scattato dalla quinta posizione, indovina una trajectory pulitissima all’interno e si issa in terza piazza.
La tensione agonistica sale immediatamente al culmine e, all’uscita di Curva 10, si consuma il primo dramma della corsa: un contatto violento tra Martinius Stenshorne (Rodin Motorsport) e Joshua Duerksen (Invicta Racing) lascia la vettura di Stenshorne con l’ala anteriore pesantemente danneggiata, mentre Duerksen finisce in testacoda nella ghiaia, sprofondando all’ultimo posto. Per questa manovra, i commissari sanzioneranno Stenshorne con 10 secondi di penalità qualche giro più tardi.
La partenza della Sprint Race di Barcellona (© fiaformula2.com)
La rimonta di Minì
Mentre Maini tenta la fuga siglando il giro veloce della corsa al quarto passaggio e portando il suo vantaggio a 3.5 secondi, si scatena Gabriele Minì (MP Motorsport). Partito settimo, l’italiano si rende autore di un sorpasso d’antologia al secondo giro, aggirando all’esterno di Curva 3 un incredulo Colton Herta e prendendosi la quarta posizione. Non pago, al sesto giro Minì sfrutta l’ala mobile sul rettilineo principale per affiancare León a Curva 1 e completare il sorpasso in uscita, conquistando il gradino provvisorio del podio. Poco prima, al giro 3, Tsolov aveva fatto la stessa cosa sul compagno di squadra León per prendersi la seconda piazza.
A centro gruppo, intanto, si forma un treno DRS chilometrico guidato dalla strenua difesa di Rafael Villagómez (Van Amersfoort Racing) in sesta posizione, che tiene in coda ben undici vetture fino alla diciassettesima piazza. La resistenza del messicano crolla però sotto il peso dei track limits, che gli costano 5 secondi di penalità, e dall’attacco ravvicinato di Rafael Camara al giro 17. Il brasiliano era finito nella via di fuga in precedenza a Curva 1 proprio nel tentativo di superarlo, ma una volta tornato in pista riesce a sbarazzarsi dell’avversario, imitato nei giri successivi da Dino Beganovic e Alexander Dunne.
Finale infuocato: contatti e colpi di scena
Nelle battute finali, mentre Maini viaggia indisturbato con oltre 5 secondi di margine, Minì mette nel mirino Tsolov. Al giro 22 il bulgaro è costretto a una difesa disperata a Curva 1 e 2, ma la capitolazione arriva al giro 23: Minì attacca a Curva 1, le due vetture entrano in collisione e la Campos di Tsolov perde la bandella laterale destra dell’ala anteriore.
Della perdita di ritmo di Tsolov ne approfitta subito Colton Herta, che con una manovra aggressiva a Curva 7 si prende il quarto posto e si lancia all’inseguimento di Minì. All’inizio dell’ultimo giro, l’americano della Hitech è a soli 4 decimi dall’italiano. La foga però tradisce Herta: un bloccaggio violento alla frenata di Curva 5 lo spedisce dritto nella ghiaia, vanificando la sua rimonta e facendolo scivolare in quinta posizione.
Kush Maini taglia il traguardo in solitaria vincendo con oltre 7 secondi di vantaggio su Minì e Tsolov. Nel post-gara, la scure dei commissari colpisce Nico Varrone (compagno di squadra di Villagómez): 5 secondi di penalità per essere uscito di pista e aver tratto vantaggio nel duello con Sebastián Montoya a Curva 1, retrocedendo così in dodicesima piazza.
F2 Barcellona 2026, i risultati della Sprint Race

F2 Barcellona, i risultati della Sprint Race (© FIA.com)
F2 Barcellona 2026, la cronaca della Feature Race
Se il sabato era stato una prova di forza, la Feature Race della domenica si è trasformata in un thriller strategico ad altissima quota, dove la scelta delle mescole Pirelli e l’usura termica hanno rimescolato continuamente le carte.
Avvio shock e Safety Car
Il poleman Rafael Camara (Invicta Racing) non indovina lo stacco frizione ottimale e viene infilato sul lungo rettilineo del Montmelò da Alexander Dunne (Rodin Motorsport), che gira per primo a Curva 1. Alle loro spalle si accende immediatamente la rivalità per il titolo tra Tsolov (partito con gomma Hard) e Minì (su Soft). Il bulgaro passa l’italiano a Curva 1, ma Minì risponde con un clamoroso controsorpasso all’esterno di Curva 3, mentre Nico Varrone ne approfitta per inserirsi in quinta posizione. La corsa viene però congelata prima della fine del primo giro: la vettura di Oliver Goethe si arresta all’uscita della pit lane, costringendo la direzione gara a schierare la Safety Car.
La bandiera verde sventola all’inizio del quarto giro. Dunne gestisce bene la ripartenza, staccando Camara di mezzo secondo. Nelle retrovie, chi ha scelto la mescola Soft fa valere il vantaggio di grip: Herta infila Tsolov a Curva 13, seguito a ruota da Beganovic al giro 5 e da Stenshorne al giro 10. Al decimo giro si muove anche Minì, che si prende la terza posizione provvisoria superando Villagómez all’esterno di Curva 1.
Il valzer dei pit stop e il jolly di Camara
Al giro 12 inizia la finestra delle soste per chi monta le Soft: si fermano Villagómez e Beganovic. Dunne, leader della corsa, viene richiamato dalla Rodin al termine del tredicesimo giro, lasciando la vetta a Camara che decide di estendere il suo stint iniziale. Minì si ferma al giro 15 per montare le Hard, rientrando nel traffico proprio alle spalle di Dunne.
Camara mette in mostra un passo devastante in aria pulita con le Soft usate, ritardando la sua sosta fino alla fine del giro 22. Al rientro in pista, il brasiliano si ritrova in nona posizione assoluta e virtualmente dietro al tandem Dunne–Minì, mentre la leadership temporanea passa a Tsolov, che non si è ancora fermato avendo iniziato con le Hard.
Qui inizia lo show del pilota dell’Academy Ferrari: forte di un vantaggio di ben 10 giri sulla vita degli pneumatici rispetto ai leader, Camara si sbarazza rapidamente di Beganovic e poi di Villagómez al giro 26. Al ventisettesimo giro entra in zona DRS su Minì e lo fulmina all’inizio del giro successivo, mettendo nel mirino Dunne. La caccia si completa all’inizio del giro 30, quando il brasiliano svernicia l’irlandese a Curva 1 riprendendosi di forza la testa della corsa.
La rimonta di Tsolov e la penalità tardiva
Negli ultimi dieci giri sale in cattedra Tsolov, fermatosi tardi per montare le Soft fresche. Il bulgaro vola: passa Herta al giro 23, poi Varrone a Curva 10, portandosi a ridosso del podio. Al giro 33 mette sotto pressione Minì e lo scavalca in uscita da Curva 10 grazie a una trazione superiore. A tre giri dalla fine, Tsolov ingaggia un duello rusticano con Dunne: l’irlandese si difende duramente a Curva 1 e 2, ma Tsolov tenta una manovra d’alta scuola all’esterno di Curva 3, tenendo giù il piede anche a Curva 4 e strappando la seconda piazza sul traguardo.
Sotto la bandiera a scacchi, Rafael Camara festeggia la sua prima splendida vittoria in F2 con quasi 10 secondi di vantaggio. Tsolov e Dunne completano il podio ravvisato in pista, seguiti da Minì e van Hoepen. Grande risultato per il pilota brasiliano di Invicta Racing, che riscatta la delusione di Monaco e si rilancia nella lotta per il titolo.
Rafael Camara taglia il traguardo al termine della Feature Race di Barcellona (© fiaformula2.com)
Nel tardo pomeriggio arriva il colpo di scena. I commissari esaminano i filmati della CCTV, i droni e le immagini ad alta risoluzione del sorpasso di Tsolov su Minì. Il verdetto è implacabile: il pilota della Campos ha completato la manovra tagliando oltre la linea bianca all’altezza di Curva 10 e 11. Pur riconoscendo la brevità dell’infrazione (tanto da richiedere foto millimetriche), i commissari infliggono 5 secondi di penalità a Tsolov.
La classifica viene riscritta: Alexander Dunne viene promosso in seconda posizione e Gabriele Minì sale sul terzo gradino del podio, con Tsolov che scivola al quarto posto. Noel León chiude ottavo, Kush Maini nono e Roman Bilinski artiglia l’ultimo punto in decima piazza. Una penalità pesante, grazie alla quale Minì conserva la leadership del campionato: il siciliano svetta a quota 86 punti, 6 in più di Tsolov e 17 in più di Camara.ù
F2 Barcellona 2026, i risultati della Feature Race

F2 Barcellona, i risultati della Feature Race (© FIA.com)