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CIV SBK | Misano 2026, Pirro: «Oggi abbiamo preso paga e dobbiamo capire perchè»

«Non metto in dubbio la qualità di Alessandro, che fa la differenza, ma noi in Ducati abbiamo tutte le informazioni sulle moto di serie e dobbiamo capire come sia possibile questo gap da Yamaha e Honda».

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Michele Pirro, Ducati Garage 51 by DTO (
Michele Pirro, Ducati Garage 51 by DTO (© Redazione 1000 Cuori)

Il podio di Gara 1 al Misano World Circuit ha lasciato un retrogusto amarissimo a Michele Pirro. Nonostante il terzo posto artigliato con l’esperienza, il pluricampione della Ducati ha sollevato pesanti dubbi sul nuovo regolamento Production del CIV SBK 2026, definendo inspiegabile il gap di performance subito da Yamaha e Honda.

Il dubbio di Pirro sulle prestazioni dei rivali

Se Delbianco si è detto incredulo per la vittoria, Pirro si è dichiarato «incredulo al contrario». Il pilota del team Garage 51by DTO non ha usato giri di parole per analizzare la velocità delle moto giapponesi sul dritto. «Vedere la Yamaha che va come la Ducati in rettilineo e la Honda che ci dà paga è una cosa inspiegabile», ha esordito il dieci volte campione italiano.

Pirro, con l’autorità di chi corre da 26 anni, ha messo in discussione il regolamento su cui si basa la categoria SBK del CIV: «Non metto in dubbio la qualità di Alessandro (Delbianco), che fa la differenza, ma noi in Ducati abbiamo tutte le informazioni sulle moto di serie, comprate in concessionaria. Oggi abbiamo preso paga e dobbiamo capire come sia possibile visto che le comparative ci dicevano altro».

Michele Pirro, Ducati Garage 51 by DTO

Michele Pirro, Ducati Garage 51 by DTO (© Redazione 1000 Cuori)

L’accusa al regolamento

Il nocciolo della questione risiede, secondo Pirro, anche nelle scelte della Federazione riguardo al bilanciamento delle prestazioni. «Siamo stati penalizzati rispetto all’anno scorso con 5 kg in più e meno giri motore. È ingiusto partire già penalizzati senza sapere dove sarebbero andati gli altri con il nuovo regolamento», ha tuonato il pilota di Borgo Panigale.

«Quest’anno Yamaha e Honda magari usano l’elettronica della Superbike, mentre noi usiamo quella di serie. Nel mondiale SBK ti penalizzano se vinci tutto, qui ci hanno penalizzato di default prima ancora di iniziare. Bisognerebbe copiare dal Mondiale: prima si fanno le gare, poi si decide a chi togliere qualcosa».

Nonostante la frustrazione, Pirro ha chiarito di aver dato tutto quello che il pacchetto attuale gli permetteva: «Io ero al limite, ho fatto il massimo che potevo fare. Essere la prima Ducati al traguardo non è una consolazione se il gap che abbiamo preso oggi è rilevante. Magari dopo il Mugello ci daranno qualcos’altro a noi, vedremo».

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