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MotoGP | La crisi Honda in F1 colpirà anche le due ruote

Aston Martin ha grossi problemi con la power unit Honda. Un discorso che facilmente impoverirà un po’ la forza lavoro dedicata al reparto MotoGP, ecco perché.

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La crisi Honda in F1 rischia di colpire anche la MotoGP
La crisi Honda in F1 rischia di colpire anche la MotoGP (© HRC)

Secondo quanto riportato da Motorsport.com, la crisi che sta attraversando Honda nella fornitura della power unit ad Aston Martin in F1 rischierebbe di colpire anche il reparto MotoGP. Sarebbe una beffa clamorosa per HRC, che sta attraversando in questo momento una fase cruciale dello sviluppo dei prossimi prototipi. Honda punta tanto sul 2027 per tornare ad essere definitivamente una squadra di vertice.

Perché la crisi Honda in F1 rischia di colpire la MotoGP?

Per arrivare a comprenderne il motivo bisogna ritornare all’anno 2022 e alla figura di Koji Watanabe. Il Presidente di Honda in quell’anno optò per una decisione rivoluzionaria, quella di unire i comparti delle due e delle quattro ruote in uno unico. Il motivo principale all’epoca era proprio quello di aiutare la sezione MotoGP, che era in grossissima difficoltà. Una situazione da cui HRC sembra stia venendo fuori.

marini test buriram

Luca Marini, Honda HRC (© Honda HRC)

Sintomo del fatto che probabilmente la scelta presa 4 anni fa sta raccogliendo i risultati sperati. La sinergia tra i due reparti ha fatto sì che, mentre in F1 la Red Bull vinceva titoli in continuazione, supportata proprio da motori Honda, in MotoGP, dall’inverno scorso, ci fosse un netto cambio di tendenza. La condivisione però può avere anche degli aspetti negativi.

In questo caso, il fatto che Honda debba fronteggiare il grosso danno procurato ad Aston Martin rischia, con ogni probabilità, di depotenziare il focus sulla MotoGP. La speranza per loro quindi è che la soluzione venga trovata al più presto.

Quanto peserà questa situazione?

Dall’infortunio di Marc Marquez, a inizio 2020, Honda era finita in una crisi profonda. L’addio dello spagnolo, annunciato verso la fine della stagione 2023, ne ha accentuato i problemi. Lo spagnolo era l’unico in grado di ottenere qualche risultato di rilievo con quella moto. Eppure, dopo aver attraversato probabilmente la peggior stagione della sua storia, Honda si è rimboccata le maniche e nel 2025 ha fatto un grosso step in avanti.

Anche l’inizio di 2026 sembra promettere abbastanza bene. Joan Mir nella gara della domenica, prima di avere problemi alla gomma posteriore, stava lottando per il 5° posto con Fabio Di Giannantonio. HRC quindi, nonostante il bottino di punti un po’ magro, può ritenersi soddisfatta dei riscontri avuti a Buriram. Ma la prima stagione buona per tentare il definitivo assalto al vertice sarà quella 2027, con i nuovi regolamenti.

Sullo sviluppo del nuovo prototipo, la casa di Tokyo ha già avuto i primo riscontri, grazie ad un test privato organizzato a fine 2025. Il lavoro da fare però è ancora parecchio, data l’enorme portata dei cambiamenti a cui si sta andando incontro. In una fase così cruciale, disperdere un po’ di forza lavoro potrebbe recare un danno importante. Soprattutto se la situazione Aston Martin non dovesse sistemarsi nel breve termine.

E per quanto potrebbe durare?

Non è la prima volta che il reparto motoristico di Honda si fa trovare impreparato al primo approccio con un nuovo regolamento di F1. Senza andare troppo indietro nel tempo, basta pensare alla surreale situazione in cui si ritrovò McLaren nel 2015. Con Fernando Alonso che, durante i test a Barcellona di quell’anno, a causa di una scarica elettrica arrivata dalla power unit, rischiò parecchio.

Stroll in pista con l'Aston Martin

Stroll in pista con l’Aston Martin(© Aston Martin)

Adrian Newey, nella conferenza stampa di giovedì a Melbourne, non le ha mandate a dire, sparando a zero su Honda stessa. Un modo per cercare di scaricare tutta la colpa sul costruttore giapponese, che però è stato selezionato in tempi non sospetti proprio da Aston Martin. Le colpe quindi vanno comunque divise fra tutte le personalità coinvolte in questa situazione.

A prescindere da questo, è difficile sapere per quanto tempo durerà la crisi. Per certi versi, lo stop forzato ormai inevitabile di aprile, quando la F1 presumibilmente non correrà né in Bahrain né in Arabia Saudita, potrebbe dare una mano. Innanzitutto perché Aston Martin non sarebbe mai arrivata pronta a questi due weekend, ma poi anche perché quel mese libero potrà essere sfruttato al meglio per trovare una soluzione. Anche il reparto MotoGP incrocia le dita.

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