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WDW 2026 | Piero Guerrini, vincitore del Ducati Heritage Contest: «La mia 996 Fogarty è un sogno»

«Ero convinto che fosse un modello importante per la storia Ducati, un modello speciale, però non potevo immaginare che avrebbe avuto il successo che poi ha avuto».

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Piero Guerrini, vincitore del Ducati Heritage Contest
Piero Guerrini, vincitore del Ducati Heritage Contest (© Ducati Media House)

Il palcoscenico del World Ducati Week non è solo adrenalina in pista e campioni della MotoGP. Al centro dell’universo rosso c’è da sempre una passione viscerale che unisce generazioni di appassionati. L’edizione di quest’anno ha celebrato la bellezza senza tempo delle moto bolognesi al WDW 2026 attraverso il prestigioso Ducati Heritage Contest.

A trionfare, conquistando sia il voto della giuria tecnica sia il favore del pubblico, è stato Piero Guerrini con la sua splendida e rarissima 996 SPS/F Fogarty del 1999. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare le emozioni di questa doppia vittoria e la genesi di un sogno su due ruote.

La passione nata a Imola

Per Piero Guerrini, l’amore per la velocità non è stata una scelta, ma una vera e propria questione di DNA. Nascere e crescere a Imola significa respirare odore di corse motoristiche fin dai primi momenti di vita, con il rombo dei motori all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari a fare da colonna sonora quotidiana: «Noi a Imola nasciamo, secondo me, con un gene leggermente modificato, abbiamo l’autodromo vicino casa e questo è un circuito che è diventato grande principalmente grazie alle moto».

Il colpo di fulmine definitivo per Borgo Panigale si è consumato nei primi anni Novanta, in concomitanza con la presentazione del Monster e della 916: «Il mio primo “wow” è stato per il 916 e il Monster che sono usciti praticamente in contemporanea e hanno, secondo me, dato un’impronta molto forte nel mondo del motociclismo».

Sebbene Piero venisse da moto alte e a manubrio largo, l’impatto estetico di quel capolavoro fu devastante: «La 916 per me era di una bellezza estetica fuori dal comune perché, riguardandola con le concorrenti dirette del mercato, ad inizio anni 90, ha una linea che era 10 anni o forse oltre avanti rispetto a tutti gli altri».

L’acquisto della Ducati 996 livrea Fogarty

Il vero e proprio sogno nel cassetto prese però la forma di una Ducati 996 SPS/F, che Piero scoprì grazie a un amico, Massimo, purtroppo scomparso tempo fa. Nel 2008, un fortunato annuncio su eBay accese quella scintilla. Piero decise di andare a visionare la moto a Valenza Po proprio insieme all’amico: «Ho deciso di comprarla quando il mio amico Massimo mi ha detto: “Io ce l’ho già in garage. Se non l’avessi già in garage, io questa la comprerei”. Quello per me era la certezza che dovevo prenderla».

Questa meraviglia meccanica, che ha recentemente compiuto 27 anni, ha percorso appena 5400 chilometri totali. «È una moto emozionante, è una moto faticosa perché non mi sono mai azzardato e mai mi azzarderò, a meno che non si faccia una parata e quindi a velocità controllata, ad andare in pista, perché un’altra delle cose che questo mio amico Massimo mi disse quando la portai a casa fu che non era una moto qualsiasi, ma era una moto da centellinare».

Piero Guerrini con la giuria del Ducati Heritage Contest

Piero Guerrini con la giuria del Ducati Heritage Contest (© Ducati Media House)

L’emozione del Ducati Heritage Contest WDW 2026

Vincere il prestigioso concorso dedicato alle icone storiche del marchio di Borgo Panigale, davanti a migliaia di appassionati arrivati da ogni angolo del globo ha regalato a Piero e alla moglie Annalisa un momento indimenticabile: «È stata un’emozione fortissima, da magone, da quasi le lacrime agli occhi. Ero convinto che fosse un modello importante per la storia Ducati, un modello speciale, però non potevo immaginare che avrebbe avuto il successo che poi ha avuto. E quindi di vincere sia il premio del voto popolare che il premio speciale della giuria tecnica. Inaspettato, totalmente inaspettato».

Un trionfo reso ancora più speciale dalla ricorrenza del centenario della fondazione del marchio bolognese: «Io e Annalisa, mia moglie, ci siamo guardati diverse volte con stupore e cercavamo di farci forza uno con l’altro, ma avevamo tutti e due gli occhi rossi. È un’emozione fortissima proprio per tutto il contesto dei 100 anni di Ducati, quindi una data già importante di per sé. Non avevo proprio messo in conto il fatto di poter vincere».

Piero Guerrini con Carl Fogarty

Piero Guerrini con Carl Fogarty (© Piero Guerrini)

Le icone Ducati e lo spirito della famiglia

Piero ha avuto la fortuna di viviere tutte le era di Ducati Corse e se gli viene chiesto di indicare un’icona, anche per lui è difficile scegliere. «Sicuramente Carl Fogarty, seguito da Troy Bayliss, amatissimo e super disponibile con i tifosi, e Casey Stoner, che ha portato il primo titolo MotoGP a Borgo Panigale».

Essere un Ducatista ha un significato speciale, soprattutto per chi c’è sempre stato e ha vissuto ricordi unici con il marchio di Borgo Panigale.

«Significa far parte di una grande famiglia. Ho partecipato a quasi tutti i WDW dal primo del 1998. Allora era tutto molto più accessibile; era anche più facile incontrare i piloti. Oggi l’evento è immenso, strutturato e globale, ma lo spirito di condivisione e amicizia con appassionati di tutto il mondo, con cui scambiamo le maglie dei moto club, è rimasto lo stesso di allora».

Non potevamo chiudere l’intervista senza chiedergli un parere sulle moto stradali della Casa bolognese: «Le più belle sicuramente le Tamburini; quindi, la 916, la 996, la 998 o la Ducati 748. La più comoda senza dubbio il Multistrada per i viaggi lunghi, mentre in città direi il Monster. Per la più equilibrata direi sempre una tra Multistrada e Monster, perché a livello di prestazioni la Ducati Multistrada ha un potenziale enorme, mentre per girare nel traffico direi che il Monster o lo Scrambler sono in migliori».

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