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WEC | Derani carica la Genesis: «Non siamo qui solo per partecipare, ma per costruire qualcosa di importante»
Dopo le FP2, il pilota brasiliano ha dato un bilancio del lavoro svolto durante l’inverno e delle sue prime impressioni alla guida della GMR-001 a Imola.
da Imola – Il debutto di Genesis Magma Racing nel WEC non è solo l’esordio di un nuovo marchio, ma la sfida di un’organizzazione che punta in alto sin dal primo chilometro: Pipo Derani, pilota della #17, ha analizzato con estrema chiarezza le sue prime impressioni dopo le FP2 della 6 Ore di Imola, sottolineando la solidità del progetto nonostante la sua giovinezza.
Genesis debutta nel WEC a Imola, Derani: «Abbiamo una buona base»
Per Derani, il passaggio dalle sessioni private al weekend di gara ufficiale rappresenta un cambiamento radicale di mentalità. «Durante lo sviluppo hai tempo per isolare i problemi e risolverli con calma. La pressione della gara, invece, ci costringe a dimostrare di saper fare le cose entro scadenze precise».
Il pilota brasiliano ha spiegato come l’adattabilità sia la chiave di volta di questo esordio: «Ciò che non puoi simulare nei test è l’adattabilità: il doversi confrontare con gli orari ufficiali, i concorrenti e il traffico delle GT». Nonostante la complessità, il lavoro pregresso ha pagato: «Siamo arrivati a Imola con un’organizzazione solida. Il Prologo e le prime sessioni di prove libere sono state molto consistenti e questo ci dà speranza per il futuro».

La Genesis GMR-001 #17 in pista a Imola (© DPPI – FIA WEC)
L’analisi di Derani non si ferma all’entusiasmo, ma scende nei dettagli operativi necessari per competere ai massimi livelli. «La priorità numero uno è la struttura del team: dobbiamo operare perfettamente nei pit-stop e in tutte le procedure di gara. La seconda è lo sviluppo del software e dei sistemi di bordo, fondamentali per la gestione degli pneumatici e delle prestazioni su lunga distanza».
L’auto, seppur nuova, ha mostrato una base incoraggiante che spinge il team verso obiettivi ambiziosi: «Abbiamo creato una buona base per Imola, ma c’è ancora molto margine di crescita. Non siamo qui solo per partecipare, ma abbiamo una buona base per costruire qualcosa di importante per il futuro».
La sfida di Imola
Il tracciato del Santerno ha messo subito alla prova la meccanica della Genesis, nata su circuiti meno sconnessi. «Sapevamo che Imola sarebbe stata una sfida più dura rispetto al Qatar per via del set-up. Gran parte del nostro sviluppo è avvenuto su piste più lisce».
La risposta del team è stata però immediata, confermando la qualità del comparto tecnico: «Abbiamo apportato modifiche rapide tra il Prologo e oggi che hanno migliorato sensibilmente il comportamento dell’auto. Questo mi incoraggia: avere un ingegnere capo che capisce al volo i nostri feedback è fondamentale».
Anche l’incognita meteo è stata gestita come un’opportunità di apprendimento: «È stato utile montare le gomme da pioggia per capire la transizione verso le slick. Abbiamo ottenuto il meglio da entrambi le condizioni. Però siamo contenti che sia stato più asciutto del previsto, ogni minuto di corsa senza interruzioni per noi è prezioso».