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WEC | Ferrari, Coletta a ruota libera contro i rivali: «Asian Le Mans? C’è chi parla e chi fa»

Alla vigilia della 6 Ore di Monza, Antonello Coletta (Head of Endurance Ferrari) ha tracciato il bilancio della stagione WEC 2026. Nessun giro di parole: dalla forza della Toyota all’assenza dei rivali in Asian Le Mans Series, fino alla polemica sulle nuove vetture GT3, sempre più vicine alla filosofia dei prototipi.

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Antonello Coletta nel paddock di Monza (© Andrea Filippini x 1000 Cuori Motori)

da Monza – Alla vigilia della 6 Ore di Monza, ultimo atto del FIA WEC 2026, Antonello Coletta, Head of Endurance di Ferrari, ha tracciato un bilancio schietto dell’annata sportiva del Cavallino. Ecco le parole del manager romano, tra sfide in pista e stoccate ai costruttori rivali, come emerso roundtable con la stampa, a cui era presente il nostro Andrea Filippini.

Coletta: «A Barcellona siamo stati i primi dei normali, Toyota andava al doppio»

Sull’andamento del campionato e sulle difficoltà incontrate dalla 499P, Coletta dichiara: «Il 2026 è stato certamente un anno più difficile. Ce l’aspettavamo. Immaginavamo che tutti gli avversari, mentre noi concludevamo vincendo la stagione passata, stessero affilando le armi per dire la loro quest’anno».

Sulle tappe cruciali della stagione, il manager aggiunge: «Abbiamo avuto un buon inizio a Imola, poi abbiamo vissuto due gare molto complicate, Spa e Le Mans. È andata bene in Brasile francamente anche meglio di quello che ci aspettavamo.

A Barcellona siamo stati i primi dei normali, visto che Toyota andava al doppio e dunque bravi loro. Ci aspettavamo una Toyota competitiva, ma francamente siamo rimasti molto sorpresi, soprattutto a Barcellona. Tanto per essere onesti hanno meritato il titolo perché sono stati i migliori».

Le due Toyota che hanno dominato la 6 Ore di Barcellona (© FIA WEC / DPPI)

Le due Toyota che hanno dominato la 6 Ore di Barcellona (© FIA WEC / DPPI)

Coletta sull’Asian Le Mans Series: «C’è chi parla e chi le cose le fa»

Sull’imminente Asian Le Mans Series, dove Ferrari sarà l’unico costruttore presente, Coletta rivolge una dura critica ai marchi assenti: «Sono molto sorpreso che nessun altro costruttore che professa riduzione di costi o opportunità commerciali abbia completamente disertato questa che a nostro avviso è una grande opportunità.

Rimango poi soprattutto sorpreso nel vedere dei team che corrono con vettura LMDh che, secondo loro, erano la piattaforma migliore al mondo per essere presenti in più attività, non esserci».

La riflessione prosegue con una frecciata diretta: «Dunque ci siamo solo noi che siamo quelli considerati non so, spendaccioni? Il mondo poi si divide sempre per chi parla e chi le cose le fa. Purtroppo mi sembra che ci sia tanta gente che parla e pochi che le fanno».

La Ferrari 499P di Cetilar Racing (© Cetilar Racing)

La Ferrari 499P di Cetilar Racing (© Cetilar Racing)

Coletta: «C’è fermento sul mercato per il personale tecnico chiave»

Sul fronte del mercato del personale tecnico, sempre più agguerrito nel WEC, l’Head of Endurance osserva: «Dovete pensare quanti costruttori sono entrati dal 2023 ad oggi. Ognuno di questi costruttori va a cercare di rubare persone chiave all’interno di altre squadre.

C’è un mercato in fermento e dunque anche noi siamo stati presi d’assalto. Questo lo sapevamo e lo immaginavamo. Bisogna essere sempre vigili, motivare le persone, cercare di tenere alta l’attenzione all’interno della squadra e far sì che le persone chiave restino attaccate alla maglia».

Coletta sulle GT3«Nella buona fede non è mai uscito fuori un BOP che ci consentisse di difenderci»

Coletta ha analizzato la situazione del panorama generale GT3, già sotto la lente d’ingrandimento. Diversi marchi stanno infatti creando vetture che rischiano di mettere a repentaglio il concetto stesso di GT3. Come ha detto Stephane Ratel, patron di SRO, organizzatore del GT World Challenge, urge fare qualcosa.

E Coletta è d’accordo: «È un tema credo molto importante che va dibattuto. Credo che la federazione debba scendere in campo in maniera importante. Altrimenti andiamo a snaturare tutto. Quello che dice Ratel è sensato.

Trovo molto grave che ci siano dei costruttori che costruiscono una macchina, addirittura prima della macchina stradale o con l’intento di schierare solo dei team ufficiali e non vendere la macchina o quantomeno prezzarla a delle cifre talmente folli che non le venderanno mai. Questo secondo me non è nello spirito del GT.

coletta ferrari vasseur

Antonello Coletta (© Ferrari Media Centre)

La strada migliore deve essere avere una macchina di riferimento stradale fatta in centinaia di pezzi, da decidere quanti. Da lì, si omologa una macchina da corsa fatta in un certo numero che dia un come dire, un senso a quello che si sta facendo nella direzione di gare riservate a a team privati. Altrimenti se dobbiamo fare dei prototipi anche nel GT… Abbiamo già visto qualche anno fa che qualche costruttore è arrivato, ha fatto il suo prototipo, ha vinto e se n’è andato.

Non lo trovo neanche carino nei confronti di chi sostiene la categoria da decine di anni. E non dico solo Ferrari, ci sono tanti altri marchi».

Coletta: «La 296 GT3 EVO in difficoltà? Non è mai uscito in BOP che ci facesse difendere ad armi pari»

le difficoltà prestazionali della nuova Evo: «Certamente con la 296 GT3 Evo abbiamo raccolto meno di quanto ci saremmo immaginati di raccogliere. Quello che stiamo vedendo è che a nostro avviso potrebbe esserci una caratterizzazione della vettura per poi fare un BOP che non è ben riuscito a chi si occupa di fare questo esercizio.

Nella buona fede non è mai uscito fuori un BOP che ci consentisse di difenderci ad armi pari. Noi al 100% sappiamo che la EVO è meglio della non EVO ma in pista alle volte sembrava il contrario».

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