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WEC 2026 | La guida definitiva: i segreti di Hypercar e LMGT3, BoP, tutte le piste e l’Entry List ufficiale

Il Mondiale Endurance si prepara a una stagione epica. Quali sono le differenze tra le Hypercar LMH e LMDh? Come funzionano il BoP, il Success Handicap e il peso medio dell’equipaggio? Ecco la guida tecnica definitiva, l’analisi delle piste e la lista completa di team e piloti.

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La partenza della 6 Ore di Imola del WEC 2025, che sarà round inaugurale nel 2026 (© DPPI - FIA WEC)
La partenza della 6 Ore di Imola del WEC 2025, che sarà round inaugurale nel 2026 (© DPPI - FIA WEC)

La quattordicesima stagione del FIA World Endurance Championship si appresta a battere ogni record. Per arrivare preparati al semaforo verde, è fondamentale esplorare i dettagli tecnici che rendono unica questa competizione, dalle differenze progettuali delle Hypercar alle sfide imposte da pneumatici e zavorre, fino ai segreti di ogni singola pista. Ecco la guida completa e approfondita al WEC 2026.

Hypercar: il duello tecnico tra LMH e LMDh

La classe regina, l’Hypercar, capace di toccare velocità massime di 330 km/h con un peso minimo di 1.030 kg, è divisa in due filosofie progettuali ben distinte che garantiscono però un equilibrio perfetto in pista.

  • LMH (Le Mans Hypercar): In questa configurazione, i costruttori progettano e costruiscono interamente la propria vettura, dal telaio all’aerodinamica. Possono essere ibride o non ibride. Nel caso di motorizzazione ibrida, il sistema deve essere montato sull’asse anteriore, trasformando la Hypercar in una vettura a quattro ruote motrici (4WD). Il sistema ibrido e la batteria sono specifici e sviluppati direttamente dalla Casa produttrice.
  • LMDh (Le Mans Daytona h): Questo regolamento impone l’utilizzo di un telaio fornito da uno dei quattro costruttori autorizzati (Dallara, Ligier, Multimatic o ORECA). Le vetture LMDh sono obbligatoriamente ibride, ma il sistema elettrico è standard (comune per tutti) e montato esclusivamente sull’asse posteriore. La trazione, di conseguenza, è unicamente posteriore (RWD).
Le Hypercar Toyota, LMH, e Alpine, LMDh, in gara al Fuji (© DPPI - FIA WEC)

Le Hypercar Toyota, LMH, e Alpine, LMDh, in gara al Fuji (© DPPI – FIA WEC)

La Classe LMGT3

Le protagoniste della classe LMGT3 derivano direttamente dalle supercar stradali, basandosi sulla piattaforma globale GT3 della FIA. Queste vetture pesano 1.250 kg e raggiungono i 300 km/h di velocità massima. A differenza delle Hypercar, gli equipaggi devono obbligatoriamente seguire il formato “Pro-Am”, includendo quindi giovani emergenti o gentlemen drivers (classificazione Bronze) accanto a un pilota Gold o Platinum e a un pilota Silver.

Le LMGT3 in Bahrain (© DPPI / FIA WEC)

Le LMGT3 in Bahrain (© DPPI / FIA WEC)

La battaglia degli pneumatici: Michelin vs Goodyear

Un aspetto cruciale delle gare di durata è la gestione delle coperture, suddivise tra due fornitori esclusivi per le rispettive classi:

  • Michelin (Hypercar): Il costruttore francese fornisce le nuove Pilot Sport Endurance, progettate utilizzando il 50% di materiali rinnovabili e riciclati. Le mescole slick a disposizione sono tre: Soft (banda bianca, per temperature 0-15°C), Medium (banda gialla, la più versatile per 15-25°C) e Hard (banda rossa, per temperature oltre i 25°C). A queste si aggiunge la gomma Rain Soft (banda blu) per la pioggia. Gli pneumatici presentano dimensioni differenziate: 29/71-18 all’anteriore e 34/71-18 al posteriore.

    Gli pneumatici Michelin per le Hypercar (© DPPI - FIA WEC)

    Gli pneumatici Michelin per le Hypercar (© DPPI – FIA WEC)

  • Goodyear (LMGT3): Gli pneumatici Eagle forniti alle GT puntano tutto su affidabilità e durata eccezionali. Il compound di riferimento è la Medium (B), affiancata dalla gomma da bagnato. La straordinaria consistenza di queste coperture ha permesso, durante l’ultima 24 Ore di Le Mans, di completare fino a quattro stint consecutivi (circa 600 km) con un solo set di gomme, senza cali di prestazione.
Una Goodyear Eagle LMGT3 (© DPPI - FIA WEC)

Una Goodyear Eagle LMGT3 (© DPPI – FIA WEC)

Equilibrio e Zavorre: BoP, Success Handicap e Pesi Medi

Per garantire una competizione equa tra vetture con architetture e progetti profondamente diversi, il FIA WEC utilizza complessi sistemi di bilanciamento e compensazione. Questi meccanismi assicurano che il successo in pista dipenda dall’efficienza operativa del team e dal talento dei piloti, piuttosto che da vantaggi tecnici insiti nel regolamento scelto.

Il Balance of Performance (BoP)

Il Balance of Performance è una serie di regolazioni tecniche, che riguardano principalmente il peso e la potenza, studiate per livellare il potenziale prestazionale delle auto. Il BoP non serve a colmare le lacune tra due vetture dello stesso costruttore o a favorire concorrenti eccessivamente lenti, ma a equilibrare il potenziale massimo sfruttabile in pista.

Per la classe Hypercar, il processo si articola in tre fasi successive:

  • Parametri di omologazione: Correzione delle caratteristiche tecniche misurate durante l’ispezione in galleria del vento.
  • Equivalenza di piattaforma: Bilanciamento tra le filosofie LMH e LMDh per correggere eventuali discrepanze dovute alla diversa concezione tecnica.
  • Compensazione del costruttore: Valutazione delle prestazioni individuali basata sui dati raccolti durante le gare precedenti.

Un’eccezione importante riguarda la 24 Ore di Le Mans, dove il BoP viene mantenuto al minimo e basato sui dati dell’anno precedente, senza applicare l’equivalenza di piattaforma o la compensazione del costruttore. È stata inoltre introdotta una differenziazione della potenza tra bassa e alta velocità, modulando l’erogazione sopra i 250 km/h per bilanciare le velocità di punta senza appesantire eccessivamente le vetture.

Una BMW M Hybrid V8 durante le operazioni di verifiche tecniche (© DPPI - FIA WEC)

Una BMW M Hybrid V8 durante le operazioni di verifiche tecniche (© DPPI – FIA WEC)

Success Handicap: la novità per le Hypercar nel 2026

Una delle principali novità del Regolamento Sportivo 2026 è l’introduzione del Success Handicap anche per la classe Hypercar, sistema finora riservato solo alle LMGT3. Si tratta di una zavorra prestazionale assegnata alle vetture che occupano le prime posizioni nella classifica di campionato.

L’handicap viene calcolato in base ai risultati ottenuti e trasformato in massa aggiuntiva o limitazione di potenza a discrezione di FIA e ACO. Questo sistema sarà in vigore in tutti gli appuntamenti del mondiale, ad eccezione della 24 Ore di Le Mans. I valori specifici vengono comunicati ufficialmente prima di ogni competizione all’interno della tabella del BoP.

Pesi medi degli equipaggi e zavorre di compensazione

Per tutelare la salute degli atleti ed evitare che i piloti debbano sottostare a diete estreme per ridurre il peso complessivo dell’auto, il regolamento impone un Peso Medio Minimo per ogni equipaggio. Ogni pilota viene pesato prima delle verifiche tecniche di ogni evento indossando l’equipaggiamento completo (tuta, casco, Hans, etc.).

I limiti stabiliti per la stagione 2026 sono i seguenti:

  • Classe Hypercar: Il peso medio minimo è fissato a 82 kg per le sessioni di Qualifica/Hyperpole e a 78 kg per la gara.
  • Classe LMGT3: La cifra minima di 82 kg deve essere mantenuta per l’intero evento, gara compresa.

Il calcolo avviene sommando il peso dei piloti di una vettura e dividendolo per il loro numero. Se la media risulta inferiore al limite, la differenza viene arrotondata per eccesso alla cifra intera superiore e applicata come zavorra all’interno dell’auto.

Ad esempio, se un equipaggio Hypercar in qualifica ha una media di 80,3 kg, dovrà caricare una zavorra di compensazione di 2 kg (82 – 80,3 = 1,7 arrotondato a 2). Le squadre sono responsabili del calcolo e i controlli possono essere richiesti dal Delegato Tecnico in qualsiasi momento del weekend di gara.

Guida WEC 2026: il calendario e i segreti delle otto piste

La caccia all’iride si snoda su otto tracciati, ognuno con caratteristiche uniche in grado di mettere a dura prova meccanica e riflessi:

  1. 6 Ore di Imola (4,909 km): Circuito “old-school”, si gira in senso antiorario. Pista stretta e tecnica da 21 curve dove si sfiorano i 312 km/h; le vetture restano a gas spalancato per il 50% del giro.
  2. 6 Ore di Spa-Francorchamps (7,004 km): Tracciato veloce e ondulato sulle Ardenne. Presenta 20 curve mozzafiato (tra cui l’iconica Eau Rouge) e velocità di 315 km/h, con ben 44 cambiate a giro e un 58% di full throttle.
  3. 24 Ore di Le Mans (13,629 km): Il tempio dell’endurance. Velocità folli fino a 340 km/h, 33 curve e uno stress meccanico inaudito con 78 cambiate a giro e l’acceleratore premuto a fondo per il 70% del tempo.

    Hypercar sul rettilineo di Le Mans durante l'edizione 2025 della 24 Ore (© DPPI / FIA WEC)

    Hypercar sul rettilineo di Le Mans durante l’edizione 2025 della 24 Ore (© DPPI / FIA WEC)

  4. 6 Ore di San Paolo (4,309 km): Sul tracciato di Interlagos, il più corto del mondiale (antiorario, 15 curve), si toccano i 305 km/h. La topografia presenta forti dislivelli che sollecitano pesantemente freni e pneumatici.
  5. Lone Star Le Mans – COTA (5,513 km): Il circuito di Austin (antiorario, 20 curve) alterna sezioni guidatissime a curvoni veloci. Le cambiate a giro sono 54, ma si resta col pedale a tavoletta “solo” per il 44% del giro, raggiungendo i 305 km/h.
  6. 6 Ore del Fuji (4,563 km): Spettacolare tracciato giapponese da 16 curve, caratterizzato dal chilometrico rettilineo principale (1.475 metri) dove le Hypercar volano oltre i 330 km/h.

    La partenza della Hypercar al Fuji

    La partenza della Hypercar al Fuji (© DPPI / FIA WEC)

  7. Qatar 1812km (5,419 km): A Lusail (16 curve) si corre una maratona tra il giorno e la notte. Pista fluida e ad altissima velocità, con un lungo dritto da oltre un chilometro.
  8. 8 Ore del Bahrain (5,412 km): Il round conclusivo. Un nastro d’asfalto largo che favorisce i sorpassi (15 curve, ~300 km/h). Si contano 54 cambi marcia e un 60% di tempo passato a pieno acceleratore.

L’Entry List Ufficiale: tutti i Team, Vetture e Piloti

Ecco l’elenco completo dei formidabili equipaggi che scenderanno in pista nel 2026.

Classe Hypercar

  • Aston Martin THOR Team (Aston Martin Valkyrie)
    • #007: Tom Gamble, Ross Gunn, Harry Tincknell
    • #009: Roman De Angelis, Alex Riberas, Marco Sørensen
  • Toyota Racing (Toyota TR010 Hybrid)
    • #7: Mike Conway, Kamui Kobayashi, Nyck de Vries
    • #8: Sébastien Buemi, Brendon Hartley, Ryō Hirakawa
  • Cadillac Hertz Team Jota (Cadillac V-Series.R)
    • #12: Alex Lynn, Norman Nato, Will Stevens
    • #38: Jack Aitken, Earl Bamber, Sébastien Bourdais
  • BMW M Team WRT (BMW M Hybrid V8)
    • #15: Kevin Magnussen, Raffaele Marciello, Dries Vanthoor
    • #20: Robin Frijns, René Rast, Sheldon van der Linde
  • Genesis Magma Racing (Genesis GMR-001)
    • #17: Pipo Derani, Mathys Jaubert, André Lotterer
    • #19: Paul-Loup Chatin, Mathieu Jaminet, Daniel Juncadella
  • Alpine Endurance Team (Alpine A424)
    • #35: António Félix da Costa, Ferdinand Habsburg, Charles Milesi
    • #36: Jules Gounon, Frédéric Makowiecki, Victor Martins
  • Ferrari AF Corse (Ferrari 499P)
    • #50: Antonio Fuoco, Miguel Molina, Nicklas Nielsen
    • #51: James Calado, Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi
  • AF Corse (Ferrari 499P)
    • #83: Phil Hanson, Robert Kubica, Yifei Ye
  • Peugeot TotalEnergies (Peugeot 9X8)
    • #93: Nick Cassidy, Paul di Resta, Stoffel Vandoorne
    • #94: Loïc Duval, Malthe Jakobsen, Théo Pourchaire
Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, campioni nel 2025 (© DPPI - FIA WEC)

Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, campioni nel 2025 (© DPPI – FIA WEC)

Classe LMGT3

  • Garage 59 (McLaren 720S GT3 Evo)
    • #10: Antares Au, Tom Fleming, Marvin Kirchhöfer
    • #58: Finn Gehrsitz, Benjamin Goethe, Alexander West
  • Vista AF Corse (Ferrari 296 GT3 Evo)
    • #21: François Hériau, Simon Mann, Alessio Rovera
    • #54: Francesco Castellacci, Thomas Flohr, Davide Rigon
  • Heart of Racing Team (Aston Martin Vantage AMR GT3 Evo)
    • #23: Jonny Adam, Eduardo Barrichello (*), Gray Newell
    • #27: Mattia Drudi, Ian James, Zacharie Robichon
  • Team WRT (BMW M4 GT3 Evo)
    • #32: Augusto Farfus, Sean Gelael, Darren Leung
    • #69: Dan Harper, Anthony McIntosh, Parker Thompson
  • TF Sport (Chevrolet Corvette Z06 GT3.R)
    • #33: Nicky Catsburg, Jonny Edgar, Ben Keating (**) / Blake McDonald
    • #34 Racing Team Turkey: Peter Dempsey, Charlie Eastwood, Salih Yoluç
  • Iron Lynx (Mercedes-AMG GT3 Evo)
    • #61: Rui Andrade, Martin Berry, Maxime Martin
    • #79: Matteo Cressoni, Lin Hodenius, Johannes Zelger
  • Proton Competition (Ford Mustang GT3 Evo)
    • #77: Eric Powell, Sebastian Priaulx, Ben Tuck
    • #88: Stefano Gattuso, Giammarco Levorato, Logan Sargeant
  • Akkodis ASP Team (Lexus RC F GT3)
    • #78: Hadrien David, Jack Hawksworth, Esteban Masson, Tom Van Rompuy
    • #87: José María López, Clemens Schmid, Răzvan Umbrărescu
  • Manthey DK Engineering / The Bend Manthey (Porsche 911 GT3 R 992.2)
    • #91: Timur Boguslavskiy, James Cottingham, Ayhancan Güven
    • #92: Richard Lietz, Riccardo Pera, Yasser Shahin

(*) Nota su Eduardo “Dudu” Barrichello: Il pilota salterà il round inaugurale della 6 Ore di Imola a causa di una concomitanza con la tappa di Long Beach dell’IMSA WeatherTech Championship. Il suo sostituto deve ancora essere annunciato.

(**) Nota su Ben Keating: L’espertissimo gentleman driver non sarà presente nei primi due appuntamenti di Imola e Spa-Francorchamps; verrà sostituito al volante della Corvette da Blake McDonald.

Richard Lietz, Riccardo Pera e Ryan Hardwick, campioni LMGT3 nel FIA WEC 2025 (© DPPI - FIA WEC)

Richard Lietz, Riccardo Pera e Ryan Hardwick, campioni LMGT3 nel FIA WEC 2025 (© DPPI – FIA WEC)

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