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Clamoroso ritorno nel Motorsport: l’ex team di F1 Spyker punta alla 24 Ore di Le Mans
Il marchio olandese Spyker è pronto a rinascere. Grazie a un nuovo assetto societario, l’azienda tornerà con la nuova C8 Preliator da 800 CV e punta al ritorno nelle corse GT e alla 24 Ore di Le Mans.
Il marchio olandese Spyker, noto produttore di auto sportive ed ex scuderia di Formula 1, sta valutando un ritorno alle competizioni automobilistiche puntando dritto alla 24 Ore di Le Mans. La notizia ha preso forza dopo la pubblicazione di un video sui social da parte del costruttore.
Le indiscrezioni sul ritorno alle corse sono state confermate dal pilota olandese Jeroen Bleekemolen, che ha corso in passato per Spyker a Le Mans, il quale ha assicurato a RacingNews365: «C’è sicuramente qualcosa in corso».
La rinascita stradale: ecco la nuova C8 Preliator
Il rilancio dell’azienda è reso possibile da un nuovo assetto finanziario, con il CEO Victor Muller che ha recentemente ceduto metà della compagnia a Volodymyr Nosov, proprietario di W Group.
Supportata da questo nuovo ecosistema finanziario, Spyker si prepara a svelare la nuova C8 Preliator, che verrà presentata ad agosto in California durante l’evento di Pebble Beach. La vettura promette prestazioni estreme: sarà dotata di un telaio in alluminio e di un motore V8 biturbo Audi da 4,2 litri capace di erogare ben 800 cavalli.
Questo permetterà alla supercar olandese di toccare i 350 km/h senza dover ricorrere ad alcun tipo di tecnologia ibrida.
Volodymyr Nosov di W Group e il CEO Spyker Victor Muller (© spykercars.com)
Il ritorno in pista: nel mirino la classe GT3
Proprio il modello C8 Preliator dovrebbe fungere da base operativa per il ritorno nel mondo delle corse Gran Turismo. A tal proposito, Jeroen Bleekemolen ha svelato l’ambizione immediata della dirigenza: «Victor Muller ha detto subito: ‘Se ricominciamo da capo, torneremo anche a Le Mans”». L’obiettivo sportivo di Spyker è quello di riportare in vita lo storico “Spyker Squadron”, orientando però il progetto per competere nella classe GT3.
L’intento di questo ritorno mediatico è anche quello di chiudere definitivamente i tristi capitoli legati alle bancarotte finanziarie, iniziate nel 2014 e ripetutesi nel 2021, prima dell’annuncio del ritorno alla produzione arrivato nel 2022.
Il marchio vanta già una storia importante nel motorsport internazionale: oltre alla nota parentesi in Formula 1 tra le ultime gare del 2006 e il 2007 (prima di essere ceduta e diventare Force India), ha partecipato assiduamente alla 24 Ore di Le Mans, ma anche alla Le Mans Series e alla 12 Ore di Sebring. Nello specifico, la partecipazione alla classica maratona francese è durata dal 2002 al 2010, anno della sua ultima apparizione ufficiale.
Il culmine dell’avventura a Le Mans si ebbe in particolare nell’edizione del 2009, quando la Spyker C8 Laviolette GTR2 si piazzò al quinto posto nella classe GT2, sconfiggendo team ben più quotati supportati da Ferrari, Porsche e Aston Martin, in una gara dove solo 32 vetture su 55 giunsero al traguardo.
La video intervista del CEO Muller (YouTube – Spyker Cars)
L’ostacolo regolamentare: i severi paletti per l’omologazione
Nonostante le grandi ambizioni generate da questa nuova sinergia, il ritorno effettivo alle competizioni non è semplice.
Lo stesso Bleekemolen ha riconosciuto l’esistenza di notevoli ostacoli ancora da superare, principalmente legati ai rigidi requisiti di omologazione imposti: «Ci sono ancora un bel po’ di ostacoli da superare, ma l’intenzione c’è sicuramente». L’attuale normativa approvata da FIA, SRO e IMSA per la classe GT3 impone ai produttori la costruzione di almeno 20 unità in un lasso di tempo di 24 mesi.
Queste vetture da corsa devono essere necessariamente vendute a team clienti privati, ai quali deve essere inoltre garantito un massiccio supporto tecnico e una fornitura costante di pezzi di ricambio. Per un produttore artigianale come Spyker, che storicamente realizza vetture solo su ordinazione e in modo esclusivo, soddisfare questi numeri operativi rappresenta un ostacolo enorme ed è attualmente il principale freno al ritorno in pista.