Formula 1
F1 | Cosa sta succedendo tra Vasseur e la Ferrari? Le voci sull’addio, l’ipotesi Horner e i possibili successori
Durante il GP d’Azerbaigian si sono intensificate le indiscrezioni sul futuro del team principal della Ferrari Fred Vasseur. Tra le voci di un piano di uscita da parte della dirigenza Ferrari, le dichiarazioni di Christian Horner e le opzioni interne a Maranello, ecco cosa sappiamo della situazione.
Nel fine settimana del Gran Premio d’Azerbaigian a Baku, nel paddock della Formula 1 si è tornato a parlare con insistenza del futuro di Fred Vasseur alla guida della Ferrari. Non è una novità assoluta: a Maranello il ruolo di team principal è storicamente sottoposto a un livello di pressione e a un ricambio che non hanno eguali tra i top team. Dalla fine dell’era di Stefano Domenicali nel 2014, nessun responsabile della Gestione Sportiva è rimasto in carica per più di quattro stagioni.
Ci sarebbe già un piano per rinunciare a Vasseur
Fred Vasseur si trova proprio al termine del suo quarto anno, con un contratto rinnovato a metà 2025 che formalmente lo legherebbe alla Scuderia almeno fino alla fine del 2027. Tuttavia, come ha rivelato RacingNews365, confermato da PlanetF1, ai piani alti di Maranello si starebbe valutando un piano di successione al francese.
Ciò potrebbe portare a una separazione consensuale già al termine di questo campionato. In questo caso, verrebbe sottoscritto un vero e proprio accordo tra Ferrari e Vasseur, con il francese che si dovrebbe dimettere in cambio del versamento dei suoi onorari fino alla naturale scadenza del suo contratto.
John Elkann (© Ferrari)
I limiti della SF-26 e la pressione a Maranello
Per comprendere l’origine di queste indiscrezioni bisogna partire da ciò che accade in pista. La Ferrari ha mostrato progressi evidenti rispetto alle difficoltà del 2025, ma la SF-26 continua a fare i conti con un deficit di potenza della power unit rispetto ai motori Mercedes e Red Bull-Ford che i due pacchetti di aggiornamento stagionali non sono riusciti a colmare.
Se a centro curva la monoposto di Maranello ha mantenuto a lungo un buon bilanciamento, nelle ultime gare la concorrenza di McLaren ha eroso anche questo vantaggio. Di conseguenza, quella che a inizio estate sembrava una stagione aperta a una concreta lotta per il titolo mondiale viene ora percepita come un’occasione mancata, alimentando le critiche della stampa italiana e l’impazienza dei vertici aziendali.
L’autocandidatura di Christian Horner
A rendere il quadro ancora più rumoroso è stata la coincidenza temporale tra le voci di paddock e la pubblicazione di una lunga intervista concessa da Christian Horner al quotidiano britannico The Times.
L’ex team principal della Red Bull, uscito dalla scuderia anglo-austriaca nel 2025 e impegnato nella promozione del suo nuovo libro, ha ribadito di non essere interessato a tornare nel Circus come semplice dipendente, puntando piuttosto a quote di proprietà in un team.
Christian Horner ai tempi della Red Bull (© Red Bull Content Pool)
Ha però aggiunto un’eccezione significativa: «A questo punto della mia vita c‘è una sola squadra per cui accetterei di lavorare senza una quota di proprietà: la Ferrari. È il marchio più importante della Formula 1, è il sogno e, per certi versi, è il gigante addormentato di questo sport».
Tuttavia, come fa notare PlanetF1, si tratta per gran parte di una suggestione dovuta al tempismo: l’intervista a The Times era stata registrata settimane prima della diffusione delle voci sull’addio di Vasseur. Inoltre, all’interno della Gestione Sportiva ci sarebbe una forte resistenza interna all’arrivo dell’ex manager britannico, rendendo questo scenario al momento assai improbabile.
Vasseur: «La decisione sul mio futuro non è nelle mie mani»
Interpellato direttamente sulla questione a Baku, Vasseur non ha nascosto un certo fastidio per il clima che si è creato attorno alla squadra, senza però chiudere del tutto la porta alle speculazioni. Come riportato da RacingNews365, il manager francese ha spiegato: «Non stiamo lavorando in perfetta serenità. Il 50% delle domande dei media riguarda questo argomento, ed è una situazione frustrante per tutti, soprattutto per i ragazzi nel garage.
Fred Vasseur, Team Principal del Cavallino (© Scuderia Ferrari)
La decisione non è nelle mie mani: tutti sanno che il signor Horner sta cercando lavoro ovunque, ma io cosa posso farci? Posso solo fare del mio meglio per spingere la squadra a migliorare giorno dopo giorno. Questo sport è la mia vita, ho il lavoro più bello del mondo e mancano ancora diverse gare alla fine».
A chi gli chiedeva se gli piacerebbe lavorare con Horner in futuro, Vasseur ha tagliato corto con una battuta: «Dovreste chiederlo alla mia assistente».
I possibili sostituti: Coletta o d’Ambrosio
Se la pista Horner resta poco concreta, l’eventuale avvicendamento a Maranello sembra guardare piuttosto a soluzioni interne. Secondo quanto riportato da PlanetF1, i due profili principali sul tavolo sarebbero:
- Antonello Coletta: il responsabile del programma Endurance e del progetto Hypercar, reduce dai trionfi alla 24 Ore di Le Mans con la 499P, è la figura di riferimento più autorevole. Elkann lo avrebbe già sondato in passato, incassando però un rifiuto per via della sua volontà di rimanere focalizzato sulle gare endurance;
Antonello Coletta, Head of Endurance e Competizioni GT in Ferrari (© Redazione 1000 Cuori Motori)
- Jerome d’Ambrosio: attuale deputy team principal, arrivato a Maranello dopo anni di formazione al fianco di Toto Wolff in Mercedes. Facendo parte della cerchia ristretta portata in Ferrari proprio da Vasseur, una sua eventuale promozione garantirebbe una transizione morbida e la continuità del piano di sviluppo tecnico.
La posizione di Leclerc, Hamilton e dei vertici
A difendere l’operato di Vasseur restano i piloti. Charles Leclerc, recentemente blindato da un rinnovo contrattuale a lungo termine, ha ribadito di fidarsi del manager francese «al 200%», definendo la sua presenza un elemento centrale per il proprio legame con la Scuderia. Anche Lewis Hamilton continua a sostenere pubblicamente Vasseur, pur non avendo risparmiato alcune critiche via radio e commenti sulla gestione interna delle regole d’ingaggio nelle scorse settimane.
L’Amministratore Delegato Ferrari Benedetto Vigna (© Ferrari)
Il vero nodo riguarda dunque il rapporto con la dirigenza aziendale, ovvero il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Benedetto Vigna. Sebbene Vasseur abbia descritto il dialogo con la presidenza come aperto e costante, diverse indiscrezioni della stampa italiana descrivono un rapporto logorato dalle aspettative non soddisfatte. Qualora la proprietà decida di voltare pagina per il 2027, l’obiettivo dichiarato sembra comunque quello di raggiungere un’uscita consensuale e serena.