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Formula 1

F1 | Liam Lawson tra forza e maturità: il riscatto dopo il duro colpo di Red Bull

È passato più di un anno dallo scambio Lawson-Tsunoda in casa Red Bull, e con le voci sull’arrivo di Tsolov, Lawson potrebbe essere nei guai. Il pilota neozelandese al podcast The High Performance Podcast ha analizzato quel duro colpo e le sue conseguenze.

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Liam Lawson e Max Verstappen come compagni di squadra in Red Bull (© formula1.com)
Liam Lawson e Max Verstappen come compagni di squadra in Red Bull (© formula1.com)

Liam Lawson, pilota di Racing Bulls, ex pilota Red Bull racconta al podcast The High Performance Podcast gli aspetti più umani e psicologici legati all’abbandono da parte di Red Bull: tra vulnerabilità e coraggio racconta la sua rinascita con il team di Faenza.

L’ambito e precario secondo sedile: le regole del gioco di Red Bull

Red Bull e Christian Horner rappresentavano uno dei sodalizi più potenti nel mondo della Formula 1. La loro forza proveniva sia dalle straordinarie capacità ingegneristiche del team del Milton Keynes che dal loro cavallo di battaglia: Max Verstappen.

Per quanto ambito sia un posto in uno dei top team della Formula 1, essere all’altezza di un pilota come Max non è affatto facile; soprattutto adesso che porta il titolo di quattro volte campione del mondo.

Il secondo pilota va così incontro ad una dura sfida, sia mentale che fisica: non tutti riescono a reggere questo peso e Red Bull non ha tempo da perdere.

Dopo l’addio di Daniel Ricciardo, Horner ha cercato nel junior team di Red Bull (attualmente denominato Visa Cash App Racing Bulls) il successore più adatto.

Ma la fretta del team austriaco di trovare il compagno di squadra perfetto per Verstappen ha mostrato delle criticità sin dall’inizio.

Per quanto la Red Bull sia prestazionale, rimane una macchina complessa che sembra plasmata esclusivamente sulle doti di Verstappen, le doti di un campione del mondo, e non tutti riescono a stargli dietro.

Per conquistare il campionato costruttori, Red Bull non può contare solamente su una monoposto: la regola è spietata, o porti risultati o sei fuori. 

Questo meccanismo ha mietuto diverse vittime nel corso degli anni (Pierre Gasly, Alex Albon, Sergio Perez, Liam Lawson e Yuki Tsunoda), ma adesso sembra aver trovato il giusto amico-nemico in Isack Hadjar.

verstappen horner

Christian Horner e Max Verstappen (© Red Bull Content Pool)

La brutalità di Red Bull: l’inaspettata frantumazione di un sogno

Quasi tutti gli ex piloti di Red Bull hanno avuto a disposizione almeno metà stagione per dimostrare il proprio valore e confermare di essere un’aggiunta positiva al team.

Solo ad un pilota non è stato concesso lo stesso “privilegio”: Liam Lawson.

Il neozelandese si era fortemente distinto per le sue prestazioni in Formula 2 e in AlphaTauri; eppure, appena varcata la soglia del team austriaco, non ha avuto il tempo materiale per mettere in pratica le sue doti.

Lawson ha preso il posto di Sergio Perez all’inizio della stagione 2025, un’annata particolarmente complessa a livello tecnico, caratterizzata da distacchi ridotti al millesimo.

È stato abbandonato da Red Bull dopo appena due gare: Australia e Cina.

Analizzando ogni dettaglio di quei weekend per capire quale fosse stato il problema, Liam è arrivato ad una conclusione netta: il problema era la macchina, non lui.

Nel motorsport, d’altronde, le variabili sono diverse rispetto agli altri sport, non sempre è colpa dell’atleta.

Durante la puntata del podcast The high performance podcast, Lawson ha descritto così quei momenti: «Erano due circuiti in cui non avevo mai guidato e cercavo di trovare il giusto equilibrio. Abbiamo tentato un azzardo, cambiando cose che normalmente non si cambiano durante un weekend di gara, e ovviamente abbiamo fallito».

Il giovane pilota all’epoca non si era fatto prendere dal panico, si ripeteva che era ancora presto e si sentiva pronto a intraprendere questo percorso in salita, ma Red Bull no.

La mattina successiva al Gran Premio di Cina, concluso da Liam in 12esima posizione, il team lo ha chiamato e per comunicargli lo scambio in “VCARB” con Yuki Tsunoda che avrebbe preso il suo posto.

Liam Lawson e Yuki Tsunoda dopo lo scambio tra i team di Red Bull (© formula1.com)

Liam Lawson e Yuki Tsunoda dopo lo scambio tra i team di Red Bull (© formula1.com)

Resilienza: la metamorfosi mentale di Lawson

La vera forza di una persona si vede da come si rialza dopo una dura caduta.

Liam ha proseguito il suo percorso con il team di Faenza, continuando ad imparare e a dimostrare il proprio valore.

Questa capacità di ricominciare da capo dopo un’improvviso shock, senza mai perdersi d’animo, evidenzia tutta la sua resilienza e forza di volontà.

«What doesn’t kill you, makes you stronger» (ciò che non ti uccide ti rende più forte), Liam ha usato questa metafora per riassumere la sua crescita personale avvenuta dopo l’addio a Red Bull.

«Non ho avuto modo di dimostrare chi fossi, ma ho ancora un’opportunità per farlo e plasmare il mio futuro. VCARB mi ha fatto crescere e grazie a tutto ciò sono un pilota migliore, anche a livello mentale».

Senza nemmeno avere il tempo di metabolizzare l’accaduto, si è ritrovato catapultato in una nuova realtà: un altro team, con un altra macchina e dinamiche completamente diverse.

Ora, nella stagione 2026, Liam e VCARB stanno sorprendendo tutti: dalle ottime velocità sul giro secco alla competitività in gara.

In un team dove l’atmosfera è più rilassata e meno opprimente, Lawson ha trovato il suo equilibrio e sta dimostrando tutto il suo talento.

Al momento, dopo il Gran Premio di Silverstone, si trova al decimo posto nella classifica piloti, e, insieme al suo compagno di squadra, il rookie Arvid Lindblad, sta mantenendo il team in una solida sesta posizione nel mondiale costruttori.

Doppi punti in casa VCARB dopo il Gran Premio di Monaco (© Red Bull Content Pool)

Doppi punti in casa VCARB dopo il Gran Premio di Monaco (© Red Bull Content Pool)

Un paradosso spietato: l’ombra di Tsolov incombe su Lawson

Il mondo della Formula 1, come è ormai noto da tempo, sa essere spietato, e tutto può cambiare da un momento all’altro.

Nonostante la straordinaria stagione, nel paddock, gira voce di una possibile sostituzione per dare spazio ad un giovane pilota emergente dalla Formula 2: Nikola Tsolov.

Il bulgaro, membro della Red Bull Driver Academy, sta dimostrando di essere pronto al grande salto: in pista è veloce, deciso e aggressivo al punto giusto.

In F2, dopo il dominio assoluto durante il round di Silverstone, è primo in classifica staccato di pochissimi punti da Gabriele Minì, ma con ben sei vittorie in tasca (l’unico della classe 2026).

Tuttavia, sia Lindblad che Lawson stanno facendo un lavoro strepitoso: il weekend a Silverstone (sesto Lawson e settimo Lindblad) ha confermato che entrambi hanno la stoffa per portare il team nella top 5, e privarsi di uno dei due sarebbe un gesto apparentemente inspiegabile.

Si tratterebbe di un pericoloso salto nel vuoto: ha senso allontanare il pilota più esperto per ritrovarsi con due esordienti? Oppure sacrificare il rookie attuale per un altro debuttante, nonostante Lindblad abbia dimostrato di essere un grande pilota?

Per ora la scuderia italiana non si è pronunciata a riguardo e tale situazione non sembra nemmeno preoccupare i due piloti.

Solo il tempo ci potrà dire se le cose in VCARB cambieranno nuovamente o meno.

Nikola Tsolov sul podio della feature race di Formula 2 nel round di Silverstone (© formula1.com)

Nikola Tsolov sul podio della feature race di Formula 2 nel round di Silverstone (© formula1.com)

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