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WEC | Ferdinando Cannizzo: «Qualche avversario vuole nascondersi. I joker? Noi li vogliamo usare in sinergia»
«Non abbiamo disegnato un telaio, poi aggiunto un motore e infine coperto il tutto con il bodywork. Noi abbiamo pensato tutto sempre in maniera molto sinergica e così è stato fatto con i Joker»
da Le Mans – In casa Ferrari, la consapevolezza di affrontare la Le Mans più difficile di questi ultimi 4 anni, si sposa con la totale fiducia nel percorso tecnico intrapreso. Ferdinando Cannizzo ha analizzato il potenziale della 499P a Le Mans, spiegando la filosofia ingegneristica che ne ha guidato lo sviluppo, tracciando i punti chiave per provare a confermare la striscia di successi sul circuito della Sarthe.
La filosofia dei gettoni di sviluppo: a Maranello si progetta in modo sinergico
Cannizzo ha voluto fare chiarezza sulla strategia adottata da Ferrari per quanto riguarda l’introduzione dei gettoni di sviluppo, i cosiddetti Joker. A differenza di altri costruttori che introducono aggiornamenti singoli, Maranello ha scelto una strada completamente diversa, mirata alla massima coesione dei componenti.
«Non abbiamo disegnato un telaio, poi aggiunto un motore e infine coperto il tutto con il bodywork. Noi abbiamo pensato tutto sempre in maniera molto sinergica e così è stato fatto con i Joker» ha spiegato l’ingegnere. La vettura mantiene la stessa omologazione iniziale, smentendo le voci su un modello totalmente inedito.
Il reparto corse ha preferito comprendere a fondo il pacchetto esistente prima di deliberare le novità tecniche. Attraverso lo studio approfondito della vettura, gli ingegneri hanno individuato le aree che limitavano la crescita delle prestazioni. Invece di giocare i gettoni uno alla volta, Ferrari ha deliberato un pacchetto integrato che possa combinarsi al meglio con le altre variabili in gioco.
Secondo il tecnico italiano, questa scelta metodologica premierà la squadra sulla lunga distanza, garantendo una perfetta armonia tra la meccanica, l’elettronica e l’aerodinamica dell’ Hypercar di Maranello.
La Ferrari #50 a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
L’incognita delle nuove gomme Michelin e la gestione del warm-up
Uno dei temi più complessi del fine settimana francese sarà la gestione del nuovo range di pneumatici introdotto per la stagione 2026 da Michelin nel WEC. Le coperture hanno modificato profondamente le rigidezze meccaniche e le loro corrette temperature di funzionamento.
«Questo nuovo range di pneumatici ha sicuramente migliorato l’aspetto del warm-up, ma non ha risolto completamente la situazione. I pneumatici partono freddi e vanno sempre curati nel modo giusto prima di poter spingere fino in fondo. Non è come partire con le termocoperte».
Le previsioni meteo indicano una corsa completamente asciutta con temperature diurne decisamente elevate, ma con una forte escursione termica durante le ore notturne. Questa particolare congiuntura climatica renderà l’uso di tutte e tre le mescole disponibili una via tutt’altro che impossibile.
Durante i test della domenica, la squadra ha lavorato duramente per capire come sfruttare le gomme su più stint consecutivi. La capacità di interpretare la corretta finestra di utilizzo delle coperture sarà la vera chiave strategica per evitare di perdere secondi preziosi a ogni passaggio.
Ferrari #51 in azione a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
I valori in campo: Cannizzo spegne i giochi dei rivali
Cannizzo non ha risparmiato una pungente osservazione sul comportamento di alcuni costruttori rivali durante le sessioni di test pre-gara. Alcuni team avrebbero deliberatamente nascosto il loro reale potenziale velocistico, una tattica definita dal tecnico come del tutto inutile.
«Qualcuno si è coperto in maniera forse inutile, perché tanto i dati a disposizione sono sufficienti per tutti. Noi sappiamo che le nostre prestazioni in alcune circostanze non sono a livello degli avversari. Se guardiamo l’analisi dei tempi, si capisce benissimo quali sono i concorrenti forti e in quali parti del circuito riescono a fare la differenza».
I dati emersi dalle simulazioni interne indicano che la scuderia italiana non scatterà con i favori del pronostico in questa edizione della 24 Ore. Tuttavia, la consapevolezza di non essere i favoriti stimola il carattere del gruppo. Per contrastare la velocità pura della concorrenza, la squadra dovrà puntare sulla perfetta esecuzione delle operazioni in pista, su una affidabilità impeccabile e su strategie molto aggressive.
«Dovremo rischiare di più e sorprendere gli avversari. Spesso a Le Mans non vince la vettura più veloce, ma quella che interpreta la gara nel modo migliore nell’arco della sua durata» ha concluso Cannizzo.