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Moto nuova con una crepa: il CEO ZXMoto licenzia il controllo qualità in diretta
Sembrava un normale reclamo post-vendita per una carena rotta, ma il fondatore di ZXMoto ha usato il pugno di ferro. In una delle sue dirette social, Zhang Xhue ha annunciato licenziamenti e maxi-risarcimenti, chiudendo anche una concessionaria.
Zhang Xue, istrionico fondatore del marchio cinese ZXMoto, che ha deciso di gestire un reclamo usando il “pugno di ferro” in diretta streaming davanti a oltre 100.000 persone.
Una moto appena ritirata, un difetto estetico e un rimpallo di responsabilità. Quella che sembrava la più classica delle controversie post-vendita si è trasformata in un vero e proprio caso mediatico che sta facendo il giro del mondo.
Il caso: una crepa sulla ZXMoto 820RR e lo scaricabarile
Tutto ha inizio quando un cliente ritira la sua fiammante ZXMoto 820RR. Il tempo di portarla in un’officina specializzata per far applicare una pellicola protettiva trasparente e arriva l’amara scoperta: il tecnico fa notare al proprietario una vistosa crepa nella zona della presa d’aria anteriore della carena.
Il cliente contatta subito la concessionaria, ma la risposta è un classico scaricabarile. Secondo il dealer e il suo tecnico, il danno sarebbe stato causato dal centro pellicole, presumibilmente con un taglierino. Una giustificazione che non convince affatto il proprietario della moto il quale, lavorando nel settore industriale, riconosce subito la natura del danno: un difetto di fabbricazione.
Una ZXMoto 820RR (© global.zxmoto.com)
Il “Quality Day”: licenziamento in diretta streaming
La situazione si sblocca durante una seguitissima live streaming di Zhang Xue, ribattezzata “Quality Day”, format in cui il vulcanico patron di ZXMoto, che abbiamo conosciuto durante l’EICMA 2025, affronta pubblicamente problemi e difetti segnalati dai clienti. Il proprietario della 820RR riesce a inviare le foto del danno direttamente al fondatore dell’azienda.
Zhang Xue dà una rapida occhiata alle immagini e non ha dubbi: «Questo è chiaramente un difetto di fabbrica. Non c’entra nulla la pellicola». Per averne la certezza assoluta, ordina in diretta al suo staff di visionare i filmati delle telecamere interne del reparto spedizioni e controllo qualità. Dieci minuti di attesa e arriva la conferma: la moto era già rotta prima della consegna.
La reazione dell’imprenditore lascia di sasso i 100mila spettatori collegati: Zhang Xue annuncia su due piedi il licenziamento immediato del responsabile del controllo qualità accusandolo di negligenza grave. «Zero tolleranza per chi tradisce la fiducia dei nostri appassionati», tuona in diretta.
La gaffe della concessionaria: chiusa su due piedi
Se pensate che la vicenda sia finita qui, vi sbagliate. Durante la stessa live, il cliente rivela un altro retroscena imbarazzante riguardante la concessionaria. Durante lo scambio di messaggi per gestire il problema, il dealer gli aveva inviato per errore uno screenshot del proprio telefono. Nell’immagine si vedeva chiaramente che il numero del cliente era stato salvato in rubrica con il soprannome “fastidioso”, solo perché faceva troppe domande.
Apriti cielo. Zhang Xue, già su tutte le furie per il difetto di fabbrica, dispone la cessazione immediata del mandato alla concessionaria. Accertato che c’erano già state altre lamentele sull’atteggiamento di quello specifico punto vendita, il patron decide di multare il dealer per 10.000 yuan.
«Se una concessionaria non rispetta i clienti, non merita di vendere le mie moto» ha dichiarato perentoriamente Zhang Xue.
Il fondatore e CEO ZXMoto Zhang Xhue (© global.zxmoto.com)
Maxi risarcimento e richiamo ufficiale
Per farsi perdonare dal cliente “fastidioso”, ZXMoto ha messo in campo un indennizzo totale da record:
- Sostituzione immediata delle parti danneggiate (o dell’intera moto, secondo alcune fonti cinesi).
- Rimborso completo per la nuova applicazione della pellicola protettiva.
- Un risarcimento economico di 10.000 yuan (circa 1.250 euro) da parte dell’azienda.
- Gli ulteriori 10.000 yuan della multa inflitta alla concessionaria girati direttamente nelle tasche del cliente.
A margine della diretta, l’azienda ha inoltre disposto un richiamo precauzionale per un lotto di 286 ZXMoto 820RR per verificare che il difetto non sia diffuso.
La fine delle “cinesate”? Un nuovo paradigma
Questo episodio offre uno spunto di riflessione decisamente interessante per tutto il panorama motociclistico. Per decenni si è guardato ai prodotti del Dragone con un po’ di sufficienza, etichettandoli come “cinesate” caratterizzate da un controllo qualità approssimativo.
La mossa di Zhang Xue, al netto della spettacolarizzazione tipica dei social network asiatici, ribalta completamente questa narrativa. Licenziare un responsabile e chiudere una concessionaria per una carena crepata è un messaggio fortissimo inviato non solo ai dipendenti, ma ai mercati globali.
L’industria motociclistica cinese vuole dimostrare di potersi candidare a un ruolo “premium”, puntando su standard ferrei e una tutela del consumatore senza compromessi per conquistare l’Europa. Una lezione di customer care che, tra curiosità e scetticismo, potrebbe davvero ridefinire il futuro delle due ruote Made in China.