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GT World Challenge | Ratel (SRO) ancora sui costi GT3: «La FIA intervenga»

Il CEO di SRO sul nodo concomitanze col WEC: «Cambieremo i nostri orari per avere la gara al sabato sera». Allarme sui costi GT3: «La FIA è l’organo di governo, spero davvero che ridefinisca la categoria GT3», spiegando perché a volte bisogna dire “no” ai costruttori.

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Stephane Ratel (SRO/JEP)
Stephane Ratel (SRO/JEP)

In una tavola rotonda con i media in occasione del GT World Challenge Europe a Misano, il CEO di SRO Motorsports Group Stephane Ratel ha affrontato due temi cruciali: il possibile scontro di calendario con il WEC a ottobre e la vertiginosa escalation dei costi delle vetture GT3.

L’allarme sui costi GT3: Ratel chiama in causa la FIA

Uno dei temi affrontati nell’incontro con i media, al quale era presente 1000 Cuori Motori, è stato ancora l’aumento esponenziale dei costi delle vetture GT3. Interrogato da noi sulle eventuali reazioni alle dichiarazioni rilasciate recentemente a Spa, Ratel ha chiarito la situazione mettendo la palla nel campo della Federazione Internazionale.

«Non è una bomba, è una realtà. Il budget per la GT3 sta diventando sempre più costoso», ha spiegato. «È ancora un miracolo che abbiamo le griglie che abbiamo. E l’ultima cosa che vogliamo è aumentare i costi.  Mentre promuovevo i campionati FIA, creai la GT3 con la FIA e la FIA ne è l’organo di governo. Mentre in GT4 e GT2, posso fare ciò che voglio, visto che sono regolamenti SRO, in GT3 dobbiamo avere la FIA a bordo».

Le LMGT3 durante la 6 Ore di San Paolo 2025 (© WEC/ DPPI)

Le LMGT3 durante la 6 Ore di San Paolo 2025 (© WEC/ DPPI)

La paura di Ratel è che le GT3 perdano la loro natura originaria: «Spero davvero che la FIA arrivi a una nuova definizione di cosa dovrebbe essere la GT3. La GT3 è un’auto sportiva GT, e dobbiamo rendere questo un punto chiave».

Se la tendenza non verrà invertita, lo scenario futuro è cupo: «Tra cinque anni rischia di diventare ciò che era la GTE. Avrai un numero ridotto di auto, solo per i grandi team che se lo possono permettere per i grandi eventi. Finché non si concentrerà solo sui costruttori, e poi alcuni costruttori inizieranno ad andarsene perché lo riterranno troppo costoso. È sempre lo stesso ciclo. Prima che accada, la mia proposta è di rivedere e rilanciare il concetto GT3, con un nuovo regolamento».

L’ipotesi di Ratel: un bivio tra una nuova GT3 e il ritorno della GT1

Ratel ha avanzato infatti una sua personale ipotesi su come potrebbe evolvere il panorama, ipotizzando una possibile scissione per accogliere sia le auto tradizionali che quelle più estreme.

«Penso che dovremmo presentare con la FIA il regolamento GT3 del 2030, che può essere un solo regolamento, o potrebbero essere due regolamenti. Esattamente come hanno fatto gli amici di ACO con il regolamento Hypercar. Se qualche costruttore vuole sviluppare modelli speciali, si potrebbe avere una GT1 e una GT3», ha ragionato il fondatore di SRO.

Ratel nel 2005 con una Maserati MC12 GT1 (SRO/DPPI)

Ratel nel 2005 con una Maserati MC12 GT1 (SRO/DPPI)

«Se si iniziano a costruire auto secondo un regolamento tecnico e si costruisce il numero richiesto di auto per l’omologazione stradale, questa è l’esatta definizione della categoria GT1. Punto», ha argomentato Ratel, aprendo le porte alle hypercar stradali di oggi. «Se la FIA annunciasse una nuova categoria GT1 non sarei contrario. Immaginate una Pagani Huayra, un’Aston Valhalla e qualsiasi auto vogliano proporre in tutta l’estensione del regolamento. Ma dobbiamo sapere cosa vogliamo».

La sfida ai costruttori: «Governare significa dire no. Non abbiamo bisogno di 11 marchi»

Di fronte al rischio di allontanare alcune Case ufficiali imponendo troppe limitazioni, Ratel ha mostrato una posizione fermissima, rivendicando il polso duro avuto in passato: «Nessun problema. Governare significa dire di no. Come in ogni cosa. Se governi un Paese, un’azienda o una categoria, dici dei no».

«Se la GT3 è rimasta sana per così tanti anni, è perché ho detto di no molte volte», ha rivelato il boss di SRO. «All’epoca controllavamo l’80% del mercato. Quando alcuni costruttori arrivavano con un progetto, io dicevo: ‘Nessun problema. Vai a omologare l’auto con la FIA, farai Macao. Ma l’auto non sarà accettata in nessun campionato SRO’. Alcuni si sono arrabbiati molto, ma io ho detto dei no. E così abbiamo salvato altri cinque o otto anni di successo di questa categoria».

La #51 Ferrari e la #58 McLaren al via della 24 Ore di Spa 2026 (© SRO/JEP)

La #51 Ferrari e la #58 McLaren al via della 24 Ore di Spa 2026 (© SRO/JEP)

Oggi gli equilibri sono cambiati: «Purtroppo, ora rappresentiamo solo il 50% del mercato GT3. Quindi non abbiamo lo stesso potere di dire di no. Ma è quello di cui hai bisogno. L’anno prossimo ci saranno 11 costruttori in GT3. Ne abbiamo bisogno di 11? No. Se ne avessimo 7 o 8, avremmo lo stesso numero di auto perché i team avrebbero meno scelta. Il DTM ha fatto benissimo per anni con tre marchi. Non hai bisogno di 11 costruttori. È meglio averne sette o otto che riempiano la categoria, piuttosto che tanti che la mettano in difficoltà».

Eventuale concomitanza Portimao-WEC: «Sposteremo la gara al sabato sera»

Il manager transalpino ha parlato anche del potenziale scontro di date previsto per il fine settimana del 18 ottobre. Il calendario del GTWC Europe prevede la tappa di Portimao, ma le recenti indiscrezioni indicano che il  WEC potrebbe inserire una gara a Barcellona nello stesso weekend, in sostituzione delle tappe mediorientali a rischio.

Ratel ha confermato che SRO si sta già muovendo per tutelare i numerosi piloti e team impegnati in entrambi i campionati. «Cambieremo il nostro programma per far disputare la gara di Portimao il sabato sera», ha annunciato il manager francese. «Dobbiamo ancora sistemare gli orari delle sessioni, ma lavoreremo con il WEC per trovare una quadra.

L’idea è quella di organizzare un volo charter che permetta ai piloti di spostarsi da un circuito all’altro. Dobbiamo assicurarci che abbiano la possibilità di fare entrambe le corse».

A sx Stephane Ratel con Pierre Fillon, CEO dell'Automobile Club de l'Ouest (© SRO/JEP)

A sx Stephane Ratel con Pierre Fillon, CEO dell’Automobile Club de l’Ouest (© SRO/JEP)

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