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WEC | 6 Ore Imola, Coletta: «Ferrari è “obbligata” a vincere, ma ripartiamo da zero»

Il Responsabile Endurance del Cavallino non si fida dei risultati del Prologo: «Gli altri si sono nascosti», ma Ferrari ha il dovere di difendere i titoli.

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Antonello Coletta, Responsabile Endurance Ferrari (© DPPI - FIA WEC)

da ImolaFerrari è pronta per il debutto stagionale nel Mondiale Endurance. In vista della 6 Ore di Imola, prima prova del WEC 2026, Antonello Coletta (Responsabile Endurance Ferrari) ha tenuto un incontro con alcuni media – tra cui 1000cuorimotori.it – in cui ha delineato le sfide per la difesa dei titoli Mondiali, ma ha anche commentato la decisione di FIA e ACO di non rendere pubblico il BoP.

WEC Imola, Coletta: «Ferrari è “obbligata” a vincere, ma ripartiamo da zero»

Nonostante la Ferrari inizi la stagione 2026 come punto di riferimento della categoria dopo i successi degli anni precedenti, Coletta mantiene un approccio pragmatico: «Siamo tornati con la voglia di vincere: è il minimo comune denominatore di ogni scelta Ferrari. La Ferrari è “obbligata” a vincere e noi abbiamo l’onore di fare tutto il possibile perché ciò accada. Oggi partiamo come favoriti perché abbiamo vinto la stagione precedente, ma per noi è una ripartenza da zero: tutte le vetture sono state ri-omologate».

L’analisi dei valori in campo resta complessa, specialmente dopo le prime sessioni di prove a Imola, dove molti avversari potrebbero non aver mostrato il loro reale potenziale: «Forse stavolta gli altri si sono nascosti meglio. Analizzando i parziali dei competitor, credo che i valori reali non siano quelli visti finora. Vederci nelle prime tre posizioni in FP1 è probabilmente il segno che qualcuno ha giocato a nascondino, ma fa parte del gioco».

Ferrari 499P #51, a Imola per la 6 Ore del FIA WEC

Ferrari 499P #51, a Imola per la 6 Ore del FIA WEC (© DPPI – FIA WEC)

Il nodo trasparenza e BoP

Non è mancata una battuta sul clima di incertezza che aleggia nel paddock riguardo alla gestione del campionato. Interpellato sulle recenti decisioni della FIA e sulla percezione di una scarsa trasparenza, Coletta ha scelto la via del pragmatismo, pur senza nascondere una preferenza personale: «È un tema che non possiamo trattare direttamente, quindi è difficile rispondere con precisione. Tuttavia, personalmente preferisco sempre parlare delle cose con chiarezza».

«Esistono delle regole e credo vadano rispettate. È evidente che tutti noi preferiremmo avere sempre più informazioni e conoscere ogni dettaglio dietro le quinte delle competizioni», ha concluso.

La sfida delle gomme e il fattore campo

Uno dei temi centrali del weekend riguarda la comprensione degli pneumatici, resa più difficile dai cambiamenti logistici che hanno annullato i test previsti in Medio Oriente: «Non è un vantaggio. Ora abbiamo meno chilometri sulle spalle e meno conoscenza delle nuove gomme. Altri costruttori, correndo in America, hanno già testato questi pneumatici in gare lunghe. Capire come portare la gomma in temperatura, mantenerla nella finestra ottimale e garantirne la durata è il “grande classico”».

Correre davanti al pubblico di casa rappresenta uno stimolo unico, ma anche una grande pressione da gestire: «Sappiamo che ci saranno circa 90.000 persone a fare il tifo per noi; faremo il massimo per non deluderli e iniziare la stagione con il piede giusto. La pressione va gestita, non subita».

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Gli equipaggi Ferrari a Imola (© DPPI – FIA WEC)

Guardando al percorso fatto dal rientro nel 2023, Coletta sottolinea come i risultati non siano mai casuali, ma frutto di un’analisi rigorosa degli errori: «I risultati non arrivano mai per caso, ma grazie a un sistema di lavoro rigoroso. Il prossimo passo è riuscire a rimanere dove siamo arrivati. Vincere è difficile, ma confermarsi lo è ancora di più».

Infine, un commento sulla concorrenza sempre più agguerrita, con molti marchi che entrano nell’Endurance proprio per sfidare il Cavallino: «Basta guardare le dichiarazioni di un altro costruttore che, annunciando il proprio ritorno, ha parlato più di noi che di se stesso. Credo che quella sia la migliore risposta possibile».

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