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WEC | 6 Ore di Imola, Cyril Abiteboul: «Il nostro obiettivo a Imola non è il tempo sul giro, ma l’affidabilità»
«La performance arriverà, ma prima dobbiamo costruire il nostro database. In questo sport, i dati sono fondamentali: senza un set di dati solido, non vai da nessuna parte».
da Imola – Il debutto di un nuovo costruttore nel FIA WEC è sempre un momento storico, ma quando a scendere in pista è un brand ambizioso come Genesis, l’attenzione del paddock è raddoppiata. A Imola, il Team Principal di Genesis Magma Racing, Cyril Abiteboul, ha tracciato la rotta di un progetto che punta sulla solidità umana e tecnologica per scalare le vette dell’endurance mondiale.
Oltre il cronometro: la filosofia del debutto
Nonostante la pressione del primo weekend di gara, Abiteboul si dice tutt’altro che deluso dai primi riscontri. «Siamo finalmente scesi in pista, e questa è la cosa più importante», ha dichiarato il Team Principal. «Il nostro obiettivo a Imola non è il tempo sul giro, ma l’affidabilità e l’esecuzione delle procedure. Stiamo recuperando il terreno perso non essendosi svolta la gara in Qatar, e finora il numero di giri accumulati ci vede tra i team più operosi».
La Genesis Magma viene definita da Abiteboul come una vettura “estremamente sana”, capace di reagire esattamente come i piloti e gli ingegneri si aspettano a ogni cambio di setup. «La performance arriverà, ma prima dobbiamo costruire il nostro database. In questo sport, i dati sono fondamentali: senza un set di dati solido, non vai da nessuna parte».
La Genesis GMR-001 #19 in pista a Imola (© DPPI – FIA WEC)
L’importanza dei sistemi e dei dati
Uno dei passaggi più interessanti dell’analisi di Abiteboul riguarda la gestione dei sistemi elettronici. Il manager francese ha paragonato lo sviluppo della Hypercar coreana ai moderni modelli di intelligenza artificiale: «Il software e i sistemi spingono queste vetture all’estremo. Hai bisogno di un raccolgitore di dati enorme per far funzionare tutto, e noi lo stiamo costruendo chilometro dopo chilometro».
Con 25.000 km di test già alle spalle, il team non si accontenta. «In prova hai meno pressione, puoi tornare ai box e cambiare un dettaglio. La pressione della gara non si può simulare, ed è lì che si fa la differenza». La scelta di attingere ingegneri direttamente dalla Formula E nasce proprio da qui: la necessità di esperti che sappiano gestire architetture software complesse, oggi cuore pulsante delle prestazioni Hypercar.
Per affrontare la sfida Hypercar, Genesis ha messo in piedi una struttura internazionale di circa 130 persone tra la sede operativa GMR e la divisione powertrain in Germania. La forza del team risiede nel mix di esperienze: «La maggioranza viene dall’Endurance, ma abbiamo inserito figure chiave provenienti dalla Formula E, specialmente sul fronte software e sistemi», ha spiegato Abiteboul. «Oggi i migliori ingegneri software sono lì, e siamo stati fortunati ad averne alcuni con noi».
La gestione dei piloti
Piloti come Andre Lotterer e Pipo Derani sono stati scelti per la loro esperienza con grandi costruttori, mentre l’inserimento di profili come Paul-Loup Chatin ha permesso di sfruttare il know-how acquisito nello sviluppo di altri prototipi LMDh.
Abiteboul ha anche chiarito la strategia sulla line-up. Sebbene il regolamento permetta di correre con due soli piloti in alcune gare, Genesis ha scelto la continuità: «Fino a Le Mans correremo sempre con tre piloti per auto. Dobbiamo dare a tutti il massimo tempo in pista e la necessaria familiarizzazione. Solo dopo la 24 Ore valuteremo se passare a due piloti per le gare successive, ma per ora la priorità è la coesione del gruppo».
La Genesis GMR-001 #17 a Imola (© DPPI – FIA WEC)
Un brand globale
Il viaggio di Genesis è solo all’inizio. Sebbene il programma sia attualmente focalizzato sulle otto gare del calendario mondiale, Abiteboul non esclude un’espansione futura: «Siamo un brand globale e vogliamo essere presenti dove il ritorno sull’investimento è maggiore. Al momento parliamo di un progetto a lungo termine, ma la possiiblità di approdare in altri campionati coma l’Asian Le Mans Series può essere presa in considerazione».
Infine, un pensiero ai regolamenti del 2030: «Non vedo l’ora di partecipare alle discussioni per il prossimo ciclo regolamentare per assicurarci che questa categoria rimanga un terreno di sfida tecnica e umana senza eguali».