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WEC | Ferrari, Barbieri: «Griglia sbilanciata dall’inizio» a Le Mans
La 24 Ore di Le Mans 2026 si chiude con un sesto e settimo posto per le Ferrari 499P e un ritiro. Mauro Barbieri analizza le difficoltà tecniche e prestazionali vissute in pista.
L’edizione 2026 della 24 Ore di Le Mans si è rivelata una corsa in salita per Ferrari, giunta al traguardo con due delle tre vetture schierate alla partenza.
Nonostante si presentasse come vincitrice delle ultime tre edizioni, quest’anno la Casa di Maranello non è mai parsa realmente in grado di lottare per la vittoria assoluta. Nel post gara, insieme ad altri media, abbiamo incontrato Mauro Barbieri, endurance chief designer di Ferrari, che ha analizzato i motivi tecnici e strategici di questo risultato.
Barbieri sulla Le Mans 2026 di Ferrari: «Ottimizzato ciò che avevamo»
L’analisi dei vertici di Maranello non cerca alibi e punta il dito contro un divario prestazionale apparso subito incolmabile. «Era chiaro sin dal giorno dei test, forse anche prima, che lo schieramento non era bilanciato e che non rientravamo tra i top performers», ha ammesso candidamente Barbieri. Sebbene le regole vietino di menzionare esplicitamente il Balance of Performance, le sue parole descrivono una situazione di oggettiva inferiorità tecnica.
«Sin dal giorno dei test, abbiamo visto che c’erano sette auto davanti. Probabilmente due in più, considerando che le due Alpine erano più veloci», ha precisato l’ingegnere, rivendicando però il lavoro svolto dalla squadra. «Il fatto che invece di finire decimi, abbiamo chiuso quinti con l’auto migliore, ci dice che abbiamo davvero fatto il massimo possibile».
Ferrari #51 in azione a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
La squadra si posizionava orientativamente come quarta o quinta forza in pista, con un passo gara molto simile a quello dell’Alpine. «Eravamo in linea con l’Alpine. Le ultime sei ore di gara lo hanno dimostrato, perché giravamo con un passo molto simile alla #35, che alla fine è riuscita a sorpassare la #83. Le auto che erano davanti a noi a fine gara avevano una marcia in più e non potevamo prenderle».
Barbieri: «Strategia Toyota? Noi dovevamo usare la scia per recuperare»
Il team ha tentato diverse strade per provare a colmare il divario con Toyota, BMW e Cadillac. «Abbiamo ugualmente provato a dare tutto quello che avevamo, sia durante la settimana testando differenti setup per provare a chiudere il gap, ma non abbiamo trovato nulla di così considerevole.</strong>
Questo sia durante la gara, provando ad estendere il doppio o triplo stint di gomme per spingere al massimo, selezionando differenti mescole in base all’orario del giorno e provando diverse combinazioni», ha spiegato Barbieri.
La mancanza di passo in aria pulita ha impedito alla squadra di sfruttare tattiche più aggressive. «Una strategia come quella della Toyota è molto corretta e potente se hai il passo, perché correndo in aria libera puoi andare più veloce del gruppo», ha chiarito. «Nel nostro caso, credevamo che il modo migliore per cercare di colmare il divario con i concorrenti fosse usare la loro scia».
Una Ferrari dietro le due Toyota a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
A livello tecnico, la velocità di punta sui rettilinei era allineata a quella della concorrenza, ma il tempo prezioso veniva perso altrove: «Eravamo in linea in termini di velocità di punta, ma era semplicemente il tempo sul giro a non essere abbastanza veloce. Perdevamo principalmente nelle curve lente».
Anche le alte temperature registrate a Le Mans hanno complicato la vita ai piloti. «Il caldo non ha giocato a nostro favore perché la sensazione era di una macchina meno sofferente in notturna, al contrario col caldo c’era un po’ di difficoltà, come per gli altri», ha commentato Barbieri.
«Ho sentito anche alcune lamentele da parte di altri piloti riguardo scivolamento e gomme che soffrivano le alte temperature. Non sono sicuro che questo parametro abbia fatto realmente la differenza sul risultato finale, ma in termini di piacere di guida sicuramente non ha aiutato».
Barbieri: «I piloti hanno spinto per 24 ore prendendosi rischi enormi»
Il divario con le rivali ha costretto i piloti agli straordinari. «Il gap che avevamo nei confronti delle top 3 era troppo grande. Penso che i piloti abbiano spinto al massimo per 24 ore, prendendosi enormi rischi. Lo abbiamo visto sin dalla prima ora in cui abbiamo avuto contatto con altre auto.
Ne usciamo a testa alta perché abbiamo portato a termine una bella gara senza fare grandi errori», ha affermato Barbieri, riferendosi in particolare all’equipaggio della Ferrari #51 (Pier Guidi, Calado, Giovinazzi), giunta quinta al traguardo nonostante un drive-through comminato a Pier Guidi per un contatto con la Proton LMP2.
Sulla Ferrari #83 (Ye, Kubica, Hanson) di AF Corse, giunta settima dopo aver patito alcuni problemi, Barbieri ha speso parole di elogio. «Anche l’#83 ha fatto un ottimo lavoro esattamente come la #51 ed anche come avrebbe potuto fare la #50. Ha dimostrato tutta la scorsa stagione che è una top performing car, il team è assolutamente allo stesso livello delle altre due auto rosse, perciò non sono sorpreso che siano andati così bene anche qui».
La #83 Ferrari (© FIA WEC / DPPI)
Il problema sulla #50 «Dopo l’estintore, guai di natura elettrica»
Resta il grande rammarico per la Ferrari #50 (Fuoco, Molina, Nielsen), ritirata domenica mattina dopo una vera e propria odissea iniziata con problema all’estintore. «Della #50 il guasto non è ancora chiaro. Serve del tempo per analizzare meglio, probabilmente è un guasto elettrico, ma stiamo ancora indagando», ha specificato.
«Chiaramente è un peccato che non abbia potuto finire la gara, ma penso che abbiano ugualmente dimostrato lo spirito di squadra che ci contraddistingue. Anche quando l’auto era circa 6/8 giri dietro, ha testato diversi aspetti delle gomme per fornire informazioni alla macchina sorella».
La Ferrari #50 in azione a Le Mans (© FIA WEC / DPPI)
Il team è già proiettato al futuro. «Per il resto della stagione non resta che continuare a spingere senza arrendersi mai, e credendoci sempre. Da martedì analizzeremo i dati di questo lungo fine settimana, concentrandoci sul prossimo appuntamento per fare del nostro meglio», ha concluso Barbieri.