Formula 1
F1 | Leclerc racconta Charles: « La mia motivazione più grande è continuare a far sorridere papà e Jules da lassù »
Charles Leclerc racconta l’uomo oltre il pilota: il suo percorso tra talento, sacrificio e passione con autenticità e sensibilità a “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli
Charles Leclerc si racconta in una chiacchierata emozionale con Gianluca Gazzoli, ripercorrendo i momenti chiave che hanno plasmato Leclerc come pilota ma soprattutto Charles come persona.
Charles e la Ferrari: un legame nato ancor prima di correre
Nonostante la storia di come Leclerc sia arrivato in F1 sia ormai di dominio pubblico, a “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli, ha raccontato Charles attraverso retroscena intimi e commoventi su come il suo sogno sia diventato realtà.
Sin da piccolo circondato dai motori in quel piccolo paesino chiamato Monaco, Charles giocava con le macchinine rosse insieme a Jules Bianchi guardando le gare, immaginando il proprio futuro: « I genitori di Jules avevano un appartamento fuori curva 1, guardando il Gran Premio tifavo per la macchina rossa senza sapere ancora che si chiamasse Ferrari. Ho sempre sognato di diventare un pilota, soprattutto di Formula 1 e con la Ferrari».
Nonostante il passato da pilota del padre il destino di Charles non era già scritto, anzi il suo avvicinamento è stato pura passione: « Mio padre non mi ha mai forzato. Se fosse successo sarebbe stato contento, però non mi spingeva in alcuna direzione».
Una vita piena di alti e bassi con un’unica costante: il colore rosso. Dalle macchinine con cui giocava da piccolo alla monoposto che guida oggi. Da tifoso a pilota, un sogno diventato realtà: « Che la squadra vinca o perda, da pilota non posso farmi trascinare dalle emozioni, però la passione e l’amore per questa squadra rimangono intatti».
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Due angeli custodi: Hervé Leclerc e Jules Bianchi
Arrivare in Formula 1 richiede tanti sacrifici, non solo quelli economici. Quando le spese per correre iniziarono ad aumentare drasticamente, i suoi fratelli, Arthur e Lorenzo, decisero di abbandonare i kart per lasciare spazio al talento di Charles.
In questo percorso, Jules Bianchi è stato più di un amico. È stato famiglia. Il suo supporto è stato decisivo per permettere a Charles di continuare a coltivare il suo sogno: « Il 2010 era l’ultimo anno in cui i miei genitori potevano sostenere i costi del kart. Ne parlammo con Jules e lui disse al suo manager, Nicolas Todt, di darmi una possibilità perché avevo talento».
Quando Jules è venuto a mancare è stato uno shock: « Jules era il mio padrino sportivo, c’è sempre stato. Prendeva persino dei kart troppo piccoli per lui solo per giocare con me».
Qualche anno dopo, anche il padre Hervé si spense, poco prima di poter vedere suo figlio debuttare in Ferrari, o quasi. Prima di dirgli addio, Charles gli confessò di aver firmato con Ferrari.
Una bugia a fin di bene per regalargli un ultimo momento di felicità: « Era una questione di giorni per mio padre. Lui aveva dato tutto per me e purtroppo non avrebbe potuto vedere quel traguardo, così gli ho detto una bugia. Ho avuto tanti rimpianti a riguardo».
Il vuoto lasciato da queste due figure è stato immenso, ma l’insegnamento che hanno lasciato è ancora vivo. Tra pianti e lacrime di gioia spicca la dedica al padre della vittoria a Monaco 2024: « La vittoria a Monaco in Formula 1 con la Ferrari, io e mio padre l’abbiamo sempre sognata. Mi sarebbe tanto piaciuto fargliela vedere»
Le celebrazioni di Charles Leclerc dopo la vittoria a Monaco nel 2024 (© Netflix)
L’uomo dietro il pilota: autenticità e cuore italiano
Gazzoli elogia l’autenticità di Charles nel far sbocciare le sue passioni con coerenza e senza forzature. Caratteristica molto apprezzata dagli italiani e dal resto del mondo.
Un intenso legame con l’Italia, una seconda casa sin dai primi anni di karting, una sintonia incredibile: « Mi piace molto la genuinità degli italiani, e con i tifosi si è creato un legame speciale»
Nella chiacchierata a “Passa dal BSMT” emerge il ritratto di un atleta capace di restare umano. Charles vive un sorta di dualità: Charles a casa e Leclerc in pista. Riuscire a convivere con due personalità non è facile, ma è la vita di tutti i giorni dei piloti di Formula 1.
Una volta indossato il casco, l’obiettivo diventa la vittoria e tutto il resto passa in secondo piano. Persino le amicizie storiche come quella con Pierre Gasly: « In griglia con Pierre è super chiaro per entrambi, una volta che si chiude la visiera la nostra amicizia si mette da parte e riprende quando viene alzata la bandiera a scacchi».
Charles Leclerc a Melbourne (© Scuderia Ferrari)
Il gelato che unisce passato e futuro
Oggi sport e business sono strettamente legati, e la Formula 1 non fa eccezione. Leclerc è entrato in mondo da un paio d’anni creando la sua linea di gelato, LEC, con il sogno di aprire un giorno una gelateria a Monaco.
Il principale motivo dietro la scelta di questo prodotto sta nel suo passato, nei suoi ricordi: « Il gelato è sempre stato una parte importante della mia vita. Quando guardavo la Formula 1 con mio padre c’era sempre il gelato, era un momento speciale da condividere».
Poiché un atleta professionista deve seguire una dieta rigorosa, e non può lasciarsi andare a sfizi di golosità, Charles ha lavorato con il team di Grom, per realizzare un gelato a ridotto apporto calorico, che ha già avuto ottimi riscontri.
Una scelta che dimostra come, anche nel business, Leclerc parta sempre dal cuore e dai suoi legami più cari.

Leclerc con la sua linea di gelato a basso apporto calorico (© lec.it )