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WEC | L’equipaggio della Toyota #8 dopo la vittoria a Imola: «Bello vincere in casa Ferrari»

Toyota rovina la festa Ferrari e firma la storia: 50ª vittoria nel Mondiale per il team giapponese. Hartley: «Strategia perfetta, vincere qui è speciale».

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Sebastien Buemi, Ryo Hirakawa e Brendon Hartley sul podio di Imola (© DPPI - FIA WEC)

da Imola – Una vittoria che profuma di storia. La Toyota #8 ha vinto la 6 Ore di Imola 2026, siglando il 50° successo del marchio nel WEC proprio nella sua 100ª gara nel mondiale. In una conferenza stampa carica di soddisfazione, i tre alfieri del team giapponese hanno ripercorso ogni fase di una domenica perfetta, vissuta nel cuore pulsante del tifo ferrarista.

WEC, Hartley dopo la vittoria Toyota a Imola: «Bello vincere in casa Ferrari»

Brendon Hartley ha aperto l’analisi sottolineando come il successo sia nato già dal sabato: «La cosa cruciale è successa ieri con Ryo, che ha messo la macchina in prima fila dal nulla. Non ce lo aspettavamo prima delle qualifiche, ci ha davvero dato la carica».

Sulla gestione della gara, il neozelandese ha spiegato: «Ho perso una posizione sulla Ferrari #50 in curva 1, lui era su gomme soft e sapevo che sarebbe stato difficile tenerlo dietro. Ma abbiamo tenuto la testa bassa, curando le gomme. Il team ha giocato la strategia alla perfezione oggi, facendo un triplo stint per guadagnare posizione in pista. Siamo stati un po’ fortunati con la prima Safety Car per cambiare le gomme in quel momento, ma alla fine è stato il grande sforzo di squadra di Kamui Kobayashi, che è rimasto fuori davanti alla #51, a darci spazio per respirare».

Conclude con un ringraziamento collettivo: «È bello aver vissuto una gara senza difetti o errori da parte di nessuno nel team. Un grande grazie ai membri del team in Giappone e a Colonia, è stato fatto un grande sforzo su questa nuova macchina e vincere qui è speciale».

Interrogati sul sapore di una vittoria “in trasferta” a Imola, il pilota neozelandese non si è nascosto. Hartley ha ricordato le emozioni del podio: «È stato impressionante. Ho notato durante la prima VSC, mentre guidavamo piano, che le tribune erano piene. Sul podio la Ferrari ha ricevuto qualche urlo in più di noi, ma l’atmosfera era fantastica. Abbiamo un grande rispetto per la Ferrari e per tutti i concorrenti. Se è bello vincere in casa loro? La risposta è sì, ci si sente davvero bene».

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L’invasione di pista dei tifosi a fine gara (© DPPI – FIA WEC)

Hirakawa: «Ferrari era forte, ma la macchina era splendida da guidare»

Ryo Hirakawa ha raccontato la sua battaglia contro la pressione della Ferrari #51: «Ho preso l’auto da Brendon con gomme che avevano già finito il doppio stint, ma il feeling era ancora buono perché lui le aveva gestite bene. Subito dopo abbiamo avuto la VSC, ho messo quattro gomme nuove e mantenuto la posizione».

Il giapponese ha poi ammesso le difficoltà iniziali del weekend: «Onestamente stavo soffrendo nelle libere, non facevo buoni tempi, ma ho sentito il supporto e la fiducia del team per la qualifica. L’anno scorso stavamo davvero soffrendo, non c’erano sorrisi e il team era triste. Abbiamo lavorato duramente per tornare a lottare. Oggi la Ferrari #51 era molto forte, mi mettevano pressione costante, ma la macchina era splendida da guidare e sono riuscito a creare un gap alla fine».

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La Toyota #8 in azione a Imola (© FIA WEC – DPPI)

Sébastien Buemi: «Sotto la pioggia non volevo rischiare»

Sébastien Buemi, l’uomo che ha portato la TR010 Hybrid sotto la bandiera a scacchi, ha descritto la tensione degli ultimi giri: «I miei compagni hanno fatto gran parte del lavoro, io dovevo solo assicurarmi di restare in pista. Quando inizia a piovere non è mai facile sapere quanto margine prendersi prima che le gomme cedano. Qui c’è ghiaia ovunque, non volevo assolutamente frenare troppo tardi».

Lo svizzero ha poi aggiunto: «Essendo in testa, tendi a prenderti più margine, cosa che ho fatto. Ma la macchina era buona e facile da guidare, mi sentivo sotto controllo. È fantastico essere in questa posizione, sento che oggi potevamo lottare con gli altri e non vedo l’ora di andare a Spa».

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